Milano, Torino, il Casertano e Roma sono tra le aree considerate più delicate in vista delle manifestazioni previste tra venerdì e domenica. Il Viminale monitora anche Como, altre città del Nord e Bari, mentre cresce la preoccupazione per possibili nuovi episodi di violenza dopo gli scontri dello scorso fine settimana.
Nella Capitale l’attenzione si concentra sui cortei annunciati e sul rischio di iniziative non autorizzate o di convocazioni fasulle, che potrebbero impegnare le forze dell’ordine su più fronti. Tra gli scenari considerati ci sono le manifestazioni contro il riarmo e la Nato, con possibili concentramenti nelle piazze del centro e lungo i principali assi della città.
Il dispositivo di sicurezza sarà rafforzato in vista degli appuntamenti del fine settimana. A preoccupare gli investigatori sono anche i contenuti circolati sui social, alcuni dei quali invitano esplicitamente allo scontro con gli agenti.
Roma, allarme per i messaggi diffusi sui social
Nella Capitale sono previste manifestazioni contro il militarismo, con un corteo diretto verso i Fori Imperiali, e un’iniziativa della destra nel quartiere Prati. Altre mobilitazioni sarebbero state annunciate soltanto sui social, rendendo più difficile valutarne organizzazione e partecipazione.
Tra i contenuti monitorati figura una comunicazione attribuita al «Movimento 17 ottobre», che avrebbe diffuso su Telegram una sorta di «guida tattica collettiva» per i partecipanti.
Il testo invita a marciare in file parallele e a tentare di superare gli sbarramenti delle forze dell’ordine. Contiene inoltre indicazioni sull’uso di indumenti e materiali protettivi contro i lacrimogeni e suggerimenti per avvicinarsi ai cordoni di sicurezza, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la pressione sugli agenti.
Gli investigatori seguono la circolazione di questi messaggi per valutare il rischio che le manifestazioni degenerino. L’attenzione è rivolta anche agli assembramenti spontanei di giovani nelle zone centrali e nelle aree dello shopping.
Torino e Castel Volturno, attesi altri cortei
A Torino sono attesi migliaia di giovani per una manifestazione contro il riarmo, organizzata anche con la partecipazione del centro sociale Askatasuna.
Nel Casertano, a Castel Volturno, è invece prevista una mobilitazione davanti al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), con la partecipazione di movimenti, sindacati e associazioni, tra cui Cgil, Legambiente, Emergency e Libera.
Le iniziative si inseriscono in un clima di tensione dopo gli scontri dei giorni scorsi. Le autorità stanno valutando i diversi appuntamenti per predisporre i servizi di ordine pubblico e prevenire eventuali azioni violente.
Crosetto sui militari a Milano: «Stesse possibilità di difendersi»
Sul fronte della sicurezza a Milano, il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sul ruolo dei militari impiegati nei servizi di controllo del territorio.
«Non ho chiesto alcun potere particolare per loro, ma solo che avessero le stesse possibilità di difendersi delle altre forze dell’ordine», ha precisato.
La questione è diventata oggetto di dibattito dopo gli episodi di violenza dello scorso fine settimana e le proposte di rafforzare la presenza delle forze di sicurezza nelle aree più esposte.
Nordio e le carceri minorili, scontro con le opposizioni
Parallelamente all’allerta per le manifestazioni, si accende la polemica politica sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha sostenuto la necessità di aumentare la capienza degli istituti penali minorili.
Intervenendo a Sky Tg24, Nordio ha parlato di un sistema carcerario minorile «in sofferenza» e di una serie di arresti di minori che, secondo il ministro, non avrebbe precedenti. Da qui la proposta di ampliare le strutture dedicate ai giovani detenuti e di valutare l’utilizzo di sezioni di istituti penitenziari per adulti da destinare ai minori.
Le parole hanno provocato la reazione delle opposizioni.
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha attaccato il ministro: «Ha dichiarato che la risposta per le violenze sono massicci arresti di giovani e ampliare le carceri minorili. Vuol dire che non sei un politico: devi andare a casa».
Per Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito democratico, Nordio «non perde mai occasione per abbassare il livello di decenza di questo governo». Devis Dori, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione Giustizia alla Camera, ha sostenuto che il ministro si sia posto «completamente fuori dallo spirito della Costituzione».
Ancora più caustico l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Pd: «Voleva fare Vassalli. È diventato Alfredo Rocco (scarso)». Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha invece definito Nordio «il volto feroce della repressione di questo governo».
Il confronto politico si intreccia così con la gestione dell’ordine pubblico: da una parte la richiesta di prevenire nuove violenze, dall’altra il dibattito sulle misure penali e sulle risposte da dare al coinvolgimento dei più giovani negli episodi di criminalità.
Per le autorità, la priorità resta la gestione delle manifestazioni del fine settimana, con particolare attenzione ai cortei annunciati, alle eventuali iniziative non confermate e ai segnali di possibili scontri diffusi attraverso i canali digitali.
