Il piano di Luigi Lovaglio per ridisegnare gli equilibri del settore bancario italiano incassa una pesante battuta d’arresto. L’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena, riunita il 29 ottobre, ha respinto con un’ampia maggioranza le operazioni straordinarie proposte dall’amministratore delegato: l’acquisizione di Mediobanca, il lancio di un’Ops su Banco Bpm e un’offerta su Banca Generali.
A essere bocciata è stata anche la riduzione volontaria del capitale sociale, funzionale alla distribuzione straordinaria di riserve. Un esito che cambia gli scenari per la banca senese e rafforza la posizione di Intesa Sanpaolo, impegnata nell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Mps.
Intesa conferma l’Opas su Mps: «L’offerta prosegue»
Con una nota, Intesa Sanpaolo ha chiarito che l’operazione su Mps va avanti nonostante il voto dell’assemblea. La banca ha ricordato che gli azionisti senesi non hanno approvato le Ops sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali, né i relativi aumenti di capitale e la riduzione volontaria del capitale sociale prevista per distribuire riserve.
La bocciatura delle operazioni, comprese quelle che avrebbero dovuto sostenere la strategia di Lovaglio, elimina alcuni degli elementi centrali del progetto industriale alternativo all’offerta di Intesa.
Per il gruppo guidato da Carlo Messina si apre così una fase decisiva. L’Opas su Mps resta in campo e Intesa ha già chiarito di essere pronta a superare anche l’eventuale mancata approvazione della fusione tra Mps e Mediobanca.
Intesa pronta a rinunciare alla condizione sulla fusione con Mediobanca
Il passaggio più rilevante della comunicazione riguarda proprio Mediobanca. Intesa Sanpaolo ha dichiarato di essere disponibile a rinunciare alla condizione di efficacia dell’offerta legata all’approvazione della fusione tra Mps e Mediobanca, prevista dal comunicato diffuso l’8 giugno 2026.
In questo modo, l’Opas su Mps non verrebbe meno anche nel caso in cui la fusione non fosse approvata. Una scelta che consente a Intesa di proseguire con l’operazione indipendentemente dall’esito di quel passaggio societario.
Ma la banca non si limita a confermare l’offerta su Mps. Nel comunicato annuncia anche una possibile mossa successiva: se l’Opas sarà perfezionata e ne ricorreranno i presupposti, Intesa promuoverà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle azioni ordinarie di Mediobanca non detenute da Mps né da Intesa stessa.
L’eventuale operazione sarebbe avviata in applicazione degli articoli 106 del Testo unico della finanza e 45 del Regolamento Emittenti.
Il dossier bancario entra così in una nuova fase: dopo la bocciatura della strategia di Lovaglio, Intesa punta a portare avanti l’acquisizione di Mps e lascia aperta la strada a un successivo intervento su Mediobanca.
