Milano, guerriglia in centro: 220 fermati in un giorno, danni per 500mila euro. Chiudono i negozi del lusso

Quasi l’80% delle persone accompagnate in questura domenica è minorenne. In due giorni 34 minori arrestati, mentre sono attese le prime richieste di misure cautelari. Piantedosi riunisce i vertici del Viminale. Nel Quadrilatero della moda abbassano le serrande Chanel, Hermès e Pomellato.

Milano fa i conti con le devastazioni del fine settimana. Dopo i raid e i danneggiamenti nel centro cittadino, sono 220 le persone accompagnate in questura nella giornata di domenica, quasi l’80% delle quali minorenni. Le associazioni dei commercianti stimano danni per circa mezzo milione di euro, mentre cresce la preoccupazione per nuovi episodi di violenza.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fatto il punto sulla situazione nel pomeriggio, durante una riunione con il capo della polizia e i massimi dirigenti del Viminale. Collegato da remoto anche il questore di Milano, Bruno Megale. Il ministro ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine per la gestione degli scontri e per gli interventi che hanno consentito di contenere i danni e fermare oltre 200 persone.

Secondo quanto riferito dal Viminale, i gruppi coinvolti, in larga parte composti da giovani e minorenni, si sarebbero radunati spontaneamente attraverso i social.

Scontri a Milano, 34 minori arrestati in due giorni

Sul fronte giudiziario, sono 34 i minorenni arrestati in due giorni, tra gli 11 fermati sabato e i 23 bloccati domenica. Il numero potrebbe aumentare, perché le indagini sono ancora in corso.

Per il pomeriggio di oggi sono previsti, salvo imprevisti, gli interrogatori in carcere a San Vittore dei cinque maggiorenni arrestati sabato. Da domani, invece, inizieranno all’istituto penale minorile Beccaria gli interrogatori degli 11 minorenni arrestati nella stessa giornata.

La Procura minorile dovrebbe inoltre trasmettere al giudice per le indagini preliminari le prime richieste di convalida degli arresti e di applicazione di misure cautelari. Le accuse, a vario titolo, sono di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.

Dal Duomo a Montenapoleone: la città nel caos

Secondo la ricostruzione della Questura, i disordini sono iniziati poco dopo le 14 di domenica, quando piccoli gruppi di giovani, alcuni con il volto coperto, si sono concentrati in centro mostrando l’intenzione di provocare incidenti.

I primi interventi delle forze dell’ordine sono avvenuti in via San Paolo e in piazza del Duomo, dove sono stati bloccati circa 50 giovani, alcuni incappucciati.

Successivamente sono arrivate segnalazioni di gruppi e danneggiamenti in piazzetta Reale, via Broletto, via della Posta, via Mercanti, corso Magenta e via Meravigli. Gli investigatori riferiscono che i giovani si spostavano rapidamente, dividendosi in gruppi più piccoli e dileguandosi nelle strade circostanti dopo gli episodi di violenza.

Le segnalazioni sono proseguite fino alle 21.30, con interventi e controlli anche in largo La Foppa, corso Garibaldi, via Montenapoleone e piazza Cadorna.

Il bilancio comprende anche 14 feriti tra le forze di polizia, secondo i dati diffusi nel resoconto sugli scontri.

Genitori in questura: «Non so cosa fare»

Davanti alla questura di Milano si sono presentati madri e padri in cerca di notizie dei figli accompagnati negli uffici dopo i disordini. Tra loro ci sono genitori di minorenni e maggiorenni, preoccupati e spesso increduli.

«Sono arrivata stamattina in treno. Mio figlio vive a Monza e mi aveva detto che sarebbe uscito con degli amici a Milano. Poi mi ha chiamata per dirmi che era stato arrestato. Era la prima volta che veniva in città. Non so bene cosa fare», ha raccontato una madre.

Un giovane rilasciato dalla questura ha invece contestato il proprio coinvolgimento negli episodi: «Non ho fatto niente, ero lì ma non ho partecipato. Non sanno fare il loro lavoro e prendono gente a caso».

Le indagini dovranno chiarire le responsabilità individuali, distinguendo tra chi avrebbe preso parte ai danneggiamenti e chi si trovava nelle zone interessate dagli interventi.

Paura di nuovi disordini, chiudono Chanel ed Hermès

Intanto, nel Quadrilatero della moda, cresce la preoccupazione per possibili nuove violenze. Diversi marchi hanno deciso di abbassare le serrande, tra cui Chanel, Hermès e Pomellato, in via Montenapoleone.

In via Manzoni è presente una camionetta della polizia, mentre in via Monti il marchio Goyard ha affisso un cartello per informare i clienti della chiusura: «Date le manifestazioni, rimarremo chiusi».

Nei negozi ancora aperti prevale l’attesa. I commercianti si confrontano sulle misure da adottare, mentre le forze dell’ordine presidiano le aree più sensibili.

Dopo un fine settimana segnato da raid, danneggiamenti e arresti, Milano si prepara così a una nuova giornata di controlli, con le indagini ancora in corso e il timore che la violenza possa ripetersi.