Il presidente ucraino rilancia: “Mosca è più isolata, la Crimea resta un obiettivo e l’economia russa è vicina al collasso”
La Russia non starebbe vincendo la guerra in Ucraina e, anzi, starebbe progressivamente perdendo l’iniziativa sul campo di battaglia. È il messaggio lanciato da Volodymyr Zelensky in un’intervista al Guardian, nella quale il presidente ucraino ha descritto l’attuale fase del conflitto come la più favorevole a Kiev degli ultimi due anni e mezzo.
Pur evitando di parlare apertamente di una sconfitta russa, Zelensky sostiene che l’esercito di Mosca stia incontrando crescenti difficoltà militari, economiche e diplomatiche, mentre l’Ucraina sarebbe tornata a guadagnare terreno sul piano strategico.
Ucraina all’attacco: droni su San Pietroburgo e Crimea nel mirino
Secondo Zelensky, negli ultimi giorni Kiev è riuscita a riprendere l’iniziativa attraverso una serie di operazioni a lungo raggio contro obiettivi strategici russi.
Droni ucraini hanno colpito infrastrutture energetiche nell’area di San Pietroburgo, provocando incendi in alcuni terminal petroliferi. Altri attacchi hanno interessato la Crimea occupata, dove le forze ucraine stanno intensificando le operazioni contro le infrastrutture militari e logistiche russe.
Sul fronte orientale, inoltre, l’avanzata di Mosca avrebbe subito un rallentamento significativo.
“Non possiamo dire che la Russia stia perdendo questa guerra. Ma possiamo dire che sta perdendo l’iniziativa giorno dopo giorno”, ha dichiarato Zelensky.
Perdite russe oltre 30.000 uomini al mese
Uno degli elementi centrali dell’analisi del presidente ucraino riguarda il costo umano del conflitto per la Russia.
Secondo Zelensky, le forze armate russe continuerebbero a registrare perdite molto elevate, superiori ai 30.000 uomini al mese tra morti e feriti gravi.
“Nel complesso si tratta di un numero enorme. Significa che non stanno vincendo la guerra”, ha affermato.
Le cifre fornite da Kiev non possono essere verificate in modo indipendente, ma evidenziano la strategia comunicativa ucraina volta a sottolineare il crescente logoramento delle forze russe dopo oltre quattro anni di guerra.
Putin respinge la proposta di incontro diretto
L’intervista arriva pochi giorni dopo la proposta avanzata da Zelensky per un incontro diretto con Vladimir Putin.
La risposta del presidente russo è arrivata dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dove Putin ha definito la lettera inviata da Kiev “maleducata” e ha ribadito le rivendicazioni territoriali russe sul Donbass e sulle regioni meridionali dell’Ucraina.
Di fronte all’ennesima chiusura del Cremlino, Zelensky ha evitato di entrare nel dibattito sulla lucidità politica del leader russo o sulla qualità delle informazioni che riceve dai suoi collaboratori.
“Il motivo per cui mente non ha importanza”, ha dichiarato il presidente ucraino.
Secondo Zelensky, le dichiarazioni di Putin avrebbero soprattutto una funzione interna, contribuendo a mantenere coesa la società russa attorno alla narrativa del Cremlino.
“Putin mente anche a Trump”
Nel corso dell’intervista, Zelensky ha sostenuto che il presidente russo starebbe progressivamente perdendo influenza internazionale.
“Stanno perdendo influenza in diversi Paesi, incluso l’Azerbaigian. Sono isolati in Europa e anche dagli Stati Uniti. Quindi sono soli”, ha affermato.
Il leader ucraino ha poi chiamato in causa direttamente il presidente americano Donald Trump, sostenendo di averlo più volte avvertito sul comportamento di Putin.
“Ho sempre detto al presidente Trump che Putin mente. Gioca con te, con la Casa Bianca”, ha dichiarato.
Secondo Zelensky, inoltre, la recente guerra tra Iran e Israele avrebbe contribuito a spostare parte dell’attenzione internazionale lontano dal conflitto ucraino, offrendo indirettamente un vantaggio diplomatico a Mosca.
La Crimea resta un obiettivo strategico
Sul piano militare, Zelensky si mostra prudente riguardo alle prospettive future del conflitto, ma conferma che la Crimea continua a rappresentare un obiettivo strategico per Kiev.
L’Ucraina sta infatti concentrando una parte crescente delle proprie operazioni contro le infrastrutture logistiche e militari presenti nella penisola annessa dalla Russia nel 2014.
“Si tratta di infrastrutture critiche. Questo li aiuta a militarizzare la nostra Crimea. Ci stiamo lavorando”, ha spiegato.
Gli attacchi contro obiettivi situati in territorio russo e nella Crimea occupata avrebbero anche una finalità psicologica.
“La vittoria in questa guerra arriverà quando la società russa comprenderà che la guerra è una tragedia non per qualcuno lontano, ma per loro stessi”, ha dichiarato Zelensky.
L’incontro con Abramovich e l’allarme sull’economia russa
Nel colloquio con il Guardian, Zelensky ha confermato anche un incontro riservato avvenuto a Kiev con l’oligarca russo Roman Abramovich.
Durante il confronto avrebbe ribadito che il Donbass non è negoziabile e che l’Ucraina non intende rinunciare ai propri territori occupati.
Il presidente ucraino ha inoltre offerto una lettura interessante delle dinamiche interne al potere russo.
“Credo che intorno a Putin esistano due gruppi. Metà vuole continuare la guerra, l’altra metà vuole fermarla”, ha affermato.
Secondo Zelensky, soprattutto gli ambienti economici e imprenditoriali russi sarebbero sempre più preoccupati per la situazione finanziaria del Paese.
“Le persone che lavorano nel mondo degli affari capiscono che l’economia russa si trova in una situazione terribile. È sull’orlo del collasso”, ha concluso.
