Crisi Iran-Israele pesa sull’aviazione: IATA dimezza le stime sui profitti globali per il 2026

L’industria aerea mondiale si prepara ad affrontare il peggior anno dalla ripresa post-pandemia. Secondo le nuove stime della International Air Transport Association, i profitti del settore potrebbero ridursi di quasi la metà nel 2026, nonostante la domanda di viaggi continui a rimanere elevata. A pesare sulle prospettive sono soprattutto l’aumento dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con la guerra tra Iran e Israele che continua a incidere sui costi operativi delle compagnie aeree.

IATA: utili dimezzati e margini sotto pressione

Secondo le previsioni illustrate da Willie Walsh, l’utile netto dell’industria aerea globale dovrebbe scendere a 23 miliardi di dollari nel 2026, rispetto ai 45 miliardi registrati nel 2025.

Anche la redditività del comparto è destinata a contrarsi sensibilmente: i margini netti passerebbero dal 4,2% al 2%, segnalando una crescente difficoltà nel trasferire integralmente l’aumento dei costi sui passeggeri.

Le compagnie più esposte risultano essere quelle con strutture finanziarie meno solide e quelle che operano in misura significativa sulle rotte che attraversano o collegano l’area del Golfo Persico.

Guerra con l’Iran e chiusura dello Stretto di Hormuz: il carburante torna a pesare

La principale causa del peggioramento delle prospettive è il conflitto con l’Iran, che ha già prodotto effetti rilevanti sul mercato energetico globale.

Le compagnie aeree sono state costrette a modificare numerose rotte per evitare le aree interessate dalle operazioni militari, aumentando tempi di percorrenza e consumi di carburante. Ma il fattore più critico riguarda le ripercussioni sul mercato petrolifero.

Prima dello scoppio della crisi, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno. Le restrizioni imposte da Teheran hanno ridotto la fluidità del traffico energetico internazionale, alimentando una forte crescita delle quotazioni del greggio e del carburante per l’aviazione.

Secondo IATA, la spesa per il carburante potrebbe aumentare del 70% rispetto all’anno precedente, generando un aggravio di circa 100 miliardi di dollari per l’intero settore.

Domanda di voli ancora forte nonostante i rincari

Nonostante il forte aumento dei costi, il mercato dei viaggi continua a mostrare una sorprendente resilienza.

Le compagnie aeree segnalano prenotazioni sostenute e una domanda particolarmente robusta per la stagione estiva. I prezzi dei biglietti sono aumentati in media del 20% dall’inizio dell’anno, ma l’impatto sui volumi di traffico è stato finora limitato.

Secondo Scott Kirby, i consumatori si stanno dimostrando meno sensibili agli aumenti tariffari di quanto molti operatori si aspettassero.

Walsh osserva che gran parte dei viaggiatori considera normale un aumento delle tariffe in presenza di prezzi energetici più elevati. Tuttavia, resta aperta una questione fondamentale: quanto a lungo famiglie e imprese saranno disposte a sostenere costi crescenti per la mobilità aerea.

Il peggior risultato dalla ripresa post-Covid

Le nuove stime rappresentano un brusco rallentamento rispetto al percorso di recupero seguito dal settore negli ultimi anni.

Nel 2020 l’aviazione commerciale aveva registrato perdite superiori a 137 miliardi di dollari, il peggior risultato della sua storia moderna. Successivamente il comparto aveva avviato una graduale ripresa, tornando in utile nel 2023 con circa 27 miliardi di dollari di profitti e migliorando ulteriormente i risultati nel biennio successivo.

L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente rimane oggi la principale variabile di rischio. Nonostante i tentativi diplomatici e i contatti internazionali per favorire una de-escalation, il cessate il fuoco continua a essere fragile e soggetto a improvvise riaccensioni delle ostilità.

L’intelligenza artificiale può cambiare il futuro dell’aviazione

Accanto alle difficoltà di breve periodo, IATA continua a vedere opportunità significative per il settore nel medio-lungo termine grazie all’intelligenza artificiale.

Secondo Walsh, le tecnologie basate sull’AI potranno migliorare la pianificazione delle operazioni, ottimizzare la gestione delle flotte, ridurre i costi e rendere più efficiente l’esperienza dei passeggeri negli aeroporti e durante il viaggio.

L’automazione avanzata, l’analisi predittiva e i nuovi sistemi di gestione operativa potrebbero contribuire ad aumentare la produttività del settore in una fase in cui le compagnie devono affrontare costi energetici più elevati e una crescente complessità geopolitica.

Per questo motivo, nonostante le difficoltà attuali, IATA ritiene che il prossimo decennio possa rappresentare una delle fasi di maggiore innovazione nella storia dell’aviazione commerciale.