Seconda giornata del Consiglio Europeo con il presidente ucraino al centro. Von der Leyen conferma gli aiuti oltre il 2026. Kallas: “Nessun segnale da Mosca di voler fermare la guerra”. Sul campo droni sulle infrastrutture di Kiev, Ucraina colpisce Mosca e Rostov.
Seconda giornata di lavori a Bruxelles per il Consiglio Europeo, con Volodymyr Zelensky protagonista. Il presidente ucraino ha tracciato davanti ai 27 leader dell’Unione un quadro finanziario preciso e stringente: “L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro. E abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi da parte vostra: per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza. Si tratta di una cifra realistica. Ci aiuterà a tenere a bada la Russia.”
Von der Leyen: aiuti pianificati fino al 2027
All’arrivo, Zelensky è stato accolto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha confermato la continuità dell’impegno finanziario e delle sanzioni: “Esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per il 2027.” Costa ha ribadito che la determinazione dell’UE a sostenere Kiev “è stata evidente fin dal primo giorno dell’invasione russa. Da allora abbiamo mantenuto fede a questo impegno, sul piano politico, finanziario e militare.”
Difesa aerea, F-16 e il progetto Freja
Sul fronte militare, Zelensky ha rassicurato sull’inverno: “L’Europa ha il numero di intercettori Patriot necessario per permetterci di superare i prossimi mesi.” Ha anche confermato l’imminente arrivo di nuovi F-16 belgi entro la fine dell’anno, già impiegati dai piloti ucraini per intercettare i droni d’attacco. Sul medio termine, il presidente ha citato il progetto Freja per lo sviluppo di una difesa missilistica autonoma: “Se ora ci uniamo tutti e l’Europa ci sostiene, il futuro sarà più facile.”
Sulla candidatura UE: “Apriremo gli ultimi due cluster entro l’anno”
Zelensky ha anche ribadito la determinazione dell’Ucraina sul percorso di adesione all’Unione Europea: “Faremo di tutto per aprire gli ultimi due cluster entro la fine dell’anno, e sono certo che ci riusciremo.”
Kallas: “Nessun segnale da Mosca, sarà un inverno duro”
L’Alta rappresentante UE Kaja Kallas ha offerto la lettura più cruda della situazione: “La situazione è davvero grave. Non vediamo alcun segnale da parte della Russia che voglia fermare questa guerra o che sia disponibile a qualsiasi tipo di tregua o di pace. Per questo dobbiamo davvero aiutare gli ucraini a sopravvivere e a difendere il loro Paese.”
Le voci critiche: Babiš preoccupato dai costi, Frederiksen difende Kiev
Non tutti i leader europei si sono allineati senza riserve. Il premier ceco Andrej Babiš ha espresso preoccupazione per il carico finanziario: “Mi preoccupa che nel bilancio europeo ci siano cento miliardi di euro per l’Ucraina.” La premier danese Mette Frederiksen ha invece respinto le indiscrezioni su presunte pressioni su Kiev nei rapporti con Washington: “Non mi sognerei mai di porre limiti a ciò che un presidente europeo eletto democraticamente ha il diritto di dire.”
Mosca attacca l’Italia: “Non osa opporsi ai suoi padroni”
Sullo sfondo del vertice, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha lanciato un attacco diretto al governo italiano: “Roma manca della volontà politica di agire negli interessi dei suoi cittadini e non osa opporsi alle richieste dei suoi padroni a Bruxelles e in altre capitali di intraprendere azioni russofobiche che sono contrarie agli interessi del suo popolo.”
Sul campo: droni su Kiev, Ucraina colpisce Mosca e Rostov
La pressione militare sul terreno non si allenta. Droni Shahed hanno colpito la regione della Volinia, nell’ovest dell’Ucraina, danneggiando un’azienda a capitale straniero a Lutsk e un impianto a Kovel — un ferito e numerosi mezzi pesanti in fiamme. Raid mirati sulle infrastrutture energetiche della regione di Kiev hanno causato interruzioni di corrente d’emergenza nella capitale. Le forze ucraine hanno risposto con operazioni con droni contro obiettivi strategici nelle regioni russe di Mosca, Rostov e Vladimir.
