Manovra 2027 da 23,5 miliardi, Irpef ancora in bilico: tutte le misure per giovani, famiglie, pensioni e bonus

La legge di bilancio arriva in Consiglio dei ministri con diversi interventi già delineati e alcuni nodi ancora da sciogliere. Resta aperta la partita sul taglio dell’Irpef, mentre il governo lavora a incentivi per le assunzioni, agevolazioni fiscali per lavoratori e partite Iva, congedi parentali e nuove forme di flessibilità pensionistica. Sul tavolo anche bonus casa, elettrodomestici e una card sanitaria per gli over 75.

La manovra economica per il 2027 arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il valore complessivo del pacchetto è di 23,5 miliardi di euro, ma la definizione delle misure deve fare i conti con risorse limitate e richieste che superano le disponibilità di bilancio.

«L’obiettivo è far quadrare i conti, mantenere gli impegni presi, continuare sulle priorità che ci siamo dati in questi anni», ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il nodo principale resta il taglio dell’Irpef. Il governo non ha ancora trovato le risorse per decidere se estendere l’aliquota al 33% fino a 55mila euro di reddito. «Le richieste sono tantissime e le proposte arrivano non solo dai partiti, ma da categorie, Regioni e Comuni», ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ricordando i vincoli imposti dal contesto geopolitico e dalle esigenze di famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche.

Tra gli interventi indicati nel pacchetto figurano agevolazioni fiscali per giovani e lavoratori, incentivi alle assunzioni, congedi parentali rafforzati e misure per le partite Iva. Restano da definire diversi aspetti del capitolo pensioni e delle agevolazioni edilizie.

Giovani e famiglie: flat tax, assunzioni e bonus

Per favorire l’occupazione giovanile e rendere più competitive le retribuzioni italiane, il governo valuta una flat tax al 5% per gli under 35, con redditi fino a 20-30mila euro. L’obiettivo è anche contrastare la partenza dei giovani verso l’estero.

Sul fronte delle imprese, la manovra punta a rafforzare le maxi-deduzioni per le nuove assunzioni: si ipotizzano maggiorazioni dal 130% al 140% per i giovani e fino al 180% per le giovani madri. Tra le proposte allo studio figura anche un ampliamento della no tax area per gli under 25.

Per le famiglie, invece, il governo lavora al rafforzamento dei congedi parentali e all’introduzione di nuovi bonus per i nati e per le madri, con particolare attenzione ai nuclei con almeno tre figli. Sul tavolo anche la proroga del contributo per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente.

Lavoratori dipendenti: tasse ridotte su aumenti e tredicesime

La manovra potrebbe introdurre una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Prevista inoltre, nelle ipotesi in discussione, un’aliquota del 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego.

Tra le misure allo studio c’è anche la detassazione delle tredicesime per i lavoratori con redditi più bassi.

L’obiettivo dichiarato è sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti, in un contesto in cui il governo deve però individuare le coperture finanziarie per ciascun intervento.

Partite Iva, la soglia della flat tax sale a 100mila euro

Per i lavoratori autonomi, il governo punta ad ampliare il regime forfettario. La soglia di reddito per accedere alla flat tax al 15%, ridotta al 5% per le nuove attività, salirebbe dagli attuali 85mila a 100mila euro.

Secondo l’impostazione descritta nella proposta, oltre gli 85mila euro scatterebbe l’obbligo di applicare l’Iva. Il perimetro definitivo della misura dovrà essere chiarito con la definizione delle norme.

Pensioni, la Lega insiste sull’uscita a 64 anni

Il capitolo previdenziale resta uno dei più delicati. Il governo starebbe valutando un fondo da poco meno di un miliardo di euro, da utilizzare attraverso un successivo provvedimento a gennaio per finanziare nuove forme di flessibilità in uscita.

La Lega spinge per consentire il pensionamento a 64 anni attraverso il ricalcolo contributivo dell’assegno. La misura avrebbe, secondo le stime citate nel dibattito, un costo di circa 1,5 miliardi di euro.

«La priorità per la Lega da tempo, e finalmente ci siamo arrivati, è superare la legge Fornero, quindi restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67 previsti dalla Fornero», ha dichiarato Matteo Salvini, chiedendo che l’intervento non sia limitato al 2027, ma venga esteso anche agli anni successivi.

Resta inoltre da affrontare la rivalutazione delle pensioni per recuperare l’inflazione, un intervento particolarmente oneroso. Per reperire le risorse si valuta una revisione del meccanismo di perequazione degli assegni medio-alti, con il possibile passaggio dal sistema per scaglioni a quello per fasce.

La proposta di Forza Italia per gli over 75

Forza Italia propone una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, con un limite legato all’Isee, oppure un sistema di rimborsi tramite cashback.

«Siamo al lavoro per dar vita a una manovra economica che aiuti il ceto medio, che azzeri le tasse per i giovani e permetta agli anziani di avere una carta dedicata a spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale», ha dichiarato il vicepremier Antonio Tajani.

La misura è ancora una proposta e dovrà essere valutata alla luce delle risorse disponibili.

Bonus casa, Ecobonus e Superbonus: cosa può cambiare

Tra i capitoli ancora aperti c’è quello dei bonus edilizi. In assenza di una proroga, dal 2027 le detrazioni per le ristrutturazioni scenderebbero dal 50% al 36% per le prime case e dal 36% al 30% per le seconde.

Il governo valuta anche un possibile intervento sull’Ecobonus, con detrazioni che potrebbero arrivare fino al 65%.

Per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità legate al Superbonus, la maggioranza sta considerando la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva.

Verso la proroga anche il bonus elettrodomestici per il 2027, un altro intervento che dovrà trovare spazio nella definizione finale della legge di bilancio.

La partita, dunque, resta aperta soprattutto sulle coperture: tra il taglio dell’Irpef, la flessibilità pensionistica e gli incentivi fiscali, il governo dovrà stabilire quali misure finanziare e in quale misura inserirle nella manovra definitiva.