Ucraina-Russia, elicottero russo viola lo spazio aereo della Polonia. Rutte: «Manteniamo la calma»

Nuova tensione sul fianco orientale della Nato: un Mi-8 russo è entrato per 42 secondi nello spazio aereo polacco, provenendo da Kaliningrad. Varsavia ha fatto decollare i caccia e ha mantenuto le forze di terra in allerta. Zelensky: «Distrutto il 45% delle infrastrutture energetiche russe». Trump: «Pensiamo a una via d’uscita».

ROMA — La guerra tra Ucraina e Russia torna a far salire la tensione anche lungo i confini della Nato. Nella mattinata di mercoledì 23 settembre un elicottero militare russo Mi-8 ha effettuato una breve incursione nello spazio aereo della Polonia, provenendo dall’enclave russa di Kaliningrad.

Secondo il Comando operativo delle forze armate polacche, l’elicottero è entrato nello spazio aereo nazionale alle 11.08, a nord del villaggio di Braniewo, penetrando per circa 300 metri e rimanendo in territorio polacco per 42 secondi. In risposta, sono stati fatti decollare aerei da combattimento, mentre le forze terrestri e i sistemi di difesa aerea sono rimasti in stato di allerta.

Varsavia ha definito l’episodio un nuovo test della prontezza della propria difesa aerea. La Russia non ha finora fornito una spiegazione ufficiale dell’accaduto.

Rutte: «Dobbiamo mantenere la calma»

Sul fronte della Nato, il segretario generale Mark Rutte ha invitato gli europei a non farsi intimidire dalle iniziative di Mosca.

«La Russia sta affrontando grandi difficoltà per quanto riguarda l’Ucraina», ha dichiarato durante una visita in Iowa. «Dobbiamo mantenere la calma» e continuare a effettuare gli investimenti necessari per essere pronti a proteggere «ogni centimetro del territorio alleato».

Secondo Rutte, l’obiettivo del presidente russo Vladimir Putin sarebbe quello di spaventare e dividere gli europei, nella speranza che i Paesi del continente riducano il sostegno a Kyiv. «Ma ciò che sta accadendo, in sostanza, è esattamente il contrario», ha affermato.

Zelensky: «Distrutto il 45% delle infrastrutture energetiche russe»

Mentre la pressione militare aumenta, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivendica i risultati della campagna di attacchi contro le infrastrutture energetiche russe.

In un’intervista al Wall Street Journal, Zelensky ha affermato che l’Ucraina avrebbe distrutto il 45% delle infrastrutture energetiche russe. Secondo il presidente ucraino, gli attacchi alle raffinerie stanno riducendo la capacità russa di produrre carburante.

La campagna contro l’industria energetica russa si è intensificata nelle ultime settimane. Kyiv ha utilizzato droni a lungo raggio per colpire raffinerie e altri impianti strategici, mentre Mosca continua a colpire infrastrutture energetiche e industriali ucraine.

Il dato del 45% è una dichiarazione di Zelensky e non costituisce, allo stato attuale, una valutazione indipendentemente verificata.

La tregua energetica sul tavolo di Trump

Proprio gli attacchi alle infrastrutture energetiche sono al centro del nuovo tentativo diplomatico americano.

Dopo l’incontro con Trump a New York, Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a una tregua energetica: Kyiv sarebbe disposta a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe se Mosca facesse altrettanto con il sistema energetico ucraino.

Trump ha indicato la possibilità di lavorare a una soluzione diplomatica. «Pensiamo a una via d’uscita», ha detto riferendosi alla guerra, mentre i due Paesi continuano a scambiarsi attacchi a distanza.

La proposta arriva in un momento particolarmente delicato per l’approvvigionamento energetico, con gli attacchi alle raffinerie russe che hanno contribuito alle tensioni sui mercati dei carburanti. Trump ha chiesto a Zelensky di fermare gli attacchi alle raffinerie russe, mentre il presidente ucraino ha ribadito che Kyiv è pronta a fermarsi soltanto in presenza di un impegno reciproco.

Il fronte diplomatico resta aperto

Zelensky ha inoltre detto di essere pronto a incontrare Vladimir Putin in qualsiasi momento, chiedendo contemporaneamente a Trump di contribuire a porre fine alla guerra entro l’inverno.

Sul tavolo c’è quindi una possibile formula limitata: partire da una tregua sulle infrastrutture energetiche per tentare di creare le condizioni per un negoziato più ampio.

Ma sul terreno la guerra continua. Nelle ultime ore Russia e Ucraina hanno intensificato gli attacchi con droni e missili, mentre cresce la preoccupazione per la capacità dell’Ucraina di proteggere la propria rete energetica in vista dell’inverno.

E l’incursione dell’elicottero russo in Polonia aggiunge un ulteriore elemento di tensione: per la Nato, il conflitto continua a rappresentare una questione di sicurezza che va oltre i confini dell’Ucraina.