Gelato sempre più caro: prezzi in aumento fino al 42% dal 2021, ma i consumi continuano a crescere

Il gelato confezionato si conferma uno dei prodotti più amati dagli italiani, nonostante i rincari che negli ultimi anni hanno interessato l’intero comparto. Tra aumento delle materie prime, costi energetici più elevati e il fenomeno della shrinkflation, acquistare uno stecco o una vaschetta è diventato sensibilmente più costoso. Eppure la domanda continua a crescere.

Prezzi in aumento, soprattutto per stecchi e vaschette

Secondo i dati di Federconsumatori, nell’ultimo anno il prezzo medio dei gelati è aumentato del 9%, ma gli incrementi più consistenti hanno riguardato proprio i prodotti confezionati.

I gelati a stecca hanno registrato rincari del 24%, mentre le vaschette hanno visto i prezzi salire del 23%. Se si guarda agli ultimi quattro anni, il quadro appare ancora più evidente: rispetto al 2021 gli aumenti arrivano fino al 42%, mentre confrontando i prezzi attuali con quelli del 2002 si supera il 138%.

Il peso delle materie prime

Alla base dei rincari non c’è soltanto l’inflazione generale. Negli ultimi due anni il cacao ha raggiunto quotazioni record sui mercati internazionali, mentre anche latte, zucchero, nocciole e pistacchi hanno subito aumenti significativi.

A questi fattori si aggiungono i maggiori costi sostenuti dalle aziende per energia, trasporti, imballaggi e logistica, che hanno inevitabilmente inciso sui listini finali.

Il fenomeno della shrinkflation

Oltre agli aumenti di prezzo, molti consumatori si trovano oggi di fronte a un altro fenomeno sempre più diffuso: la shrinkflation.

Si tratta della riduzione delle quantità vendute a fronte di un prezzo invariato o addirittura superiore. Nel caso dei gelati questo significa stecchi più piccoli, coni meno abbondanti o vaschette alleggerite, senza che il consumatore percepisca immediatamente la differenza.

Una strategia ormai adottata in numerosi settori alimentari per contenere l’impatto dei costi produttivi senza intervenire esclusivamente sui prezzi esposti.

Un mercato da 3 miliardi di euro

Nonostante il contesto inflazionistico, il settore continua a mostrare segnali di forte vitalità.

Nel 2025 il mercato italiano del gelato confezionato ha raggiunto un valore di circa 3 miliardi di euro, con oltre 3,4 miliardi di porzioni vendute e un consumo medio pro capite vicino ai 3 chilogrammi annui.

Anche l’export continua a crescere: le esportazioni italiane di gelato hanno raggiunto i 468 milioni di euro, con Stati Uniti, Germania, Spagna, Regno Unito e Francia tra i principali mercati di destinazione.

Sempre più premium e innovativo

Le aziende del settore stanno investendo con decisione nell’innovazione e nella diversificazione dell’offerta. Accanto ai prodotti tradizionali trovano sempre più spazio gelati premium, versioni proteiche, referenze vegetali, senza lattosio o ispirate ai grandi classici della pasticceria.

Non mancano inoltre collaborazioni con marchi del mondo dolciario e ricette pensate per intercettare nuove esigenze alimentari e nuovi stili di consumo.

Un piccolo lusso che resiste all’inflazione

Il risultato è un apparente paradosso: mentre i prezzi aumentano e le porzioni tendono a ridursi, il gelato continua a mantenere un ruolo centrale nelle abitudini degli italiani.

Da semplice dessert estivo, il gelato confezionato si è progressivamente trasformato in un acquisto emozionale e gratificante, un piccolo lusso quotidiano che molti consumatori continuano a concedersi anche in un periodo caratterizzato da inflazione e maggiore attenzione alle spese. Proprio questa componente emotiva sembra spiegare perché, nonostante i rincari, il mercato continui a crescere anno dopo anno.