Dalla Planetary Health Diet alla tutela degli impollinatori, dall’economia circolare alla citizen science: il progetto “I Feel Food” del National Biodiversity Future Center porta la sostenibilità alimentare nelle scuole italiane e trasforma la scienza in consapevolezza concreta.
Mangiare bene significa anche proteggere il pianeta
“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”. Il celebre aforisma del gastronomo francese Jean-Anthelme Brillat-Savarin assume oggi un significato ancora più profondo. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, la scienza propone una nuova riflessione: “Dimmi come mangi e ti dirò in che stato di salute si trova il tuo pianeta”.
Le scelte alimentari non influenzano soltanto il benessere individuale, ma incidono direttamente sugli ecosistemi, sul consumo delle risorse naturali, sulla qualità dell’aria e dell’acqua e sulla conservazione della biodiversità. Da questa consapevolezza nasce “I Feel Food”, il progetto promosso dal National Biodiversity Future Center (NBFC) per trasformare la sostenibilità alimentare in un’esperienza educativa concreta e coinvolgente.
I Feel Food: la sostenibilità entra nelle scuole italiane
Più che una campagna di sensibilizzazione, I Feel Food è un percorso educativo che mette in dialogo studenti, insegnanti e ricercatori sui temi della biodiversità, dell’alimentazione sostenibile e della salute.
Tra ottobre e novembre 2025 il progetto ha attraversato l’Italia con un grande Educational Tour, coinvolgendo oltre 650 studenti di scuole primarie e secondarie nelle città di:
- Roma
- Milano
- Torino
- Genova
- Palermo
- Pavia
Attraverso laboratori interattivi, attività pratiche e incontri con esperti, gli studenti hanno potuto approfondire il legame tra cibo, ambiente e salute, superando il modello della tradizionale lezione frontale.
Momento centrale dell’iniziativa è stato l’incontro conclusivo presso il Polo Tecnologico di Pavia, dove ragazzi, ricercatori e rappresentanti istituzionali hanno partecipato a sessioni di confronto basate sul metodo del World Café, favorendo un dialogo diretto e informale tra scienza e nuove generazioni.
Planetary Health Diet: la dieta che fa bene alle persone e all’ambiente
Uno dei concetti chiave del progetto è la Planetary Health Diet, il modello alimentare sviluppato per conciliare la salute umana con la sostenibilità ambientale.
L’approccio si basa sul principio One Health, secondo cui la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi è strettamente interconnessa.
Gli esperti coinvolti nel progetto hanno spiegato agli studenti come:
- privilegiare alimenti vegetali e stagionali;
- scegliere prodotti provenienti da filiere sostenibili;
- ridurre il consumo di cibi ultra-processati;
- limitare gli sprechi alimentari;
contribuisca non solo a prevenire malattie croniche, ma anche a ridurre l’impatto ambientale dei sistemi produttivi.
In questa prospettiva, la tutela della biodiversità diventa uno strumento fondamentale per garantire la salute delle future generazioni.
Impollinatori: gli alleati invisibili della nostra alimentazione
Tra i temi più affascinanti affrontati durante il percorso educativo vi è il ruolo degli insetti impollinatori.
Api, farfalle e altri insetti sono essenziali per la produzione di una grande parte degli alimenti che consumiamo quotidianamente. Senza di loro, molti scaffali dei supermercati resterebbero letteralmente vuoti.
Le ricerche presentate agli studenti hanno evidenziato come l’impollinazione non influenzi soltanto la quantità dei raccolti, ma anche la qualità nutrizionale degli alimenti.
Nel caso di more e lamponi, ad esempio, i frutti impollinati dagli insetti presentano concentrazioni più elevate di:
- antociani;
- tannini;
- derivati della quercetina;
- altri composti antiossidanti.
Proteggere gli impollinatori significa quindi tutelare sia la biodiversità sia il valore nutrizionale del cibo.
Economia circolare: dagli scarti agricoli nascono nuovi prodotti sostenibili
Un altro pilastro di I Feel Food riguarda l’economia circolare applicata all’alimentazione.
Gli studenti hanno scoperto come gli scarti agricoli possano trasformarsi in risorse preziose grazie alla ricerca scientifica.
Un esempio emblematico è quello del carciofo. Le foglie normalmente destinate allo smaltimento vengono utilizzate per estrarre sostanze benefiche come:
- acido clorogenico;
- cinarina;
- inulina.
Questi composti trovano applicazione nella produzione di alimenti funzionali ad alto contenuto di fibre e proprietà antiossidanti.
Anche i residui finali non vengono sprecati: attraverso specifici processi biologici possono essere trasformati in acido polilattico (PLA), un materiale biodegradabile utilizzato per realizzare packaging sostenibile alternativo alla plastica tradizionale.
Lo Svalbard Seed Vault e la tutela della biodiversità genetica
Per comprendere il valore della biodiversità agricola, il progetto accompagna idealmente gli studenti fino allo Svalbard Global Seed Vault, il grande deposito mondiale di semi situato nell’Artico.
Questa struttura conserva oltre un milione di varietà vegetali provenienti da tutto il mondo e rappresenta una sorta di assicurazione globale contro:
- cambiamenti climatici;
- conflitti;
- malattie delle colture;
- perdita di biodiversità.
Attraverso esempi concreti, i ricercatori mostrano come la conservazione della diversità genetica sia fondamentale per garantire la sicurezza alimentare del futuro.
DNA e tracciabilità alimentare contro le frodi
La biodiversità si protegge anche attraverso la tecnologia.
Grazie alle attività del National Biodiversity Future Center, vengono raccolti e catalogati i profili genetici di migliaia di specie animali e vegetali attraverso il cosiddetto DNA barcoding.
Questa sorta di “codice a barre genetico” consente di:
- verificare l’autenticità degli alimenti;
- contrastare le frodi alimentari;
- identificare eventuali sostituzioni di specie;
- garantire una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera.
Acquacoltura sostenibile: il modello che aiuta il mare
Il progetto dedica particolare attenzione anche al tema della pesca e dell’acquacoltura.
Gli studenti vengono introdotti ai sistemi di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA), modelli innovativi che riducono l’impatto ambientale degli allevamenti ittici.
In questi impianti:
- pesci;
- molluschi filtratori;
- alghe;
convivono in un sistema capace di riutilizzare gli scarti organici e depurare naturalmente l’acqua.
Parallelamente, la ricerca sta sviluppando alternative naturali agli antibiotici tradizionalmente utilizzati negli allevamenti, contribuendo a preservare la salute degli ecosistemi marini.
Citizen science: quando gli studenti diventano ricercatori
Uno degli aspetti più innovativi di I Feel Food è il coinvolgimento diretto degli studenti nelle attività scientifiche.
Attraverso iniziative di citizen science, i ragazzi partecipano alla raccolta di dati sulla biodiversità utilizzando smartphone e applicazioni dedicate.
Nei cosiddetti Bioblitz vengono monitorati:
- uccelli;
- insetti;
- piante;
- habitat urbani e naturali.
Le informazioni raccolte confluiscono nei database utilizzati dai ricercatori, dimostrando come anche i cittadini possano contribuire concretamente alla produzione di conoscenza scientifica.
Dalle mense scolastiche agli orti: il cambiamento parte dalle scelte quotidiane
L’esperienza educativa prosegue anche oltre l’aula.
Molte scuole coinvolte nel progetto hanno avviato percorsi di trasformazione delle mense scolastiche, introducendo:
- prodotti stagionali;
- legumi tradizionali;
- ortaggi locali;
- alimenti provenienti da filiere sostenibili.
Parallelamente, gli orti scolastici permettono agli studenti di comprendere direttamente i tempi e i processi della natura, sviluppando una maggiore consapevolezza sul valore del cibo.
Educazione alimentare e biodiversità: una sfida per il futuro
I risultati raccolti dal National Biodiversity Future Center mostrano un significativo aumento della consapevolezza ambientale tra gli studenti coinvolti, con effetti positivi che si estendono anche alle abitudini delle famiglie.
Il progetto I Feel Food dimostra che la transizione verso modelli alimentari più sostenibili non dipende soltanto dalle grandi decisioni politiche o dagli accordi internazionali. Il cambiamento nasce anche dai comportamenti quotidiani, dall’educazione e dalla capacità di comprendere il legame profondo tra alimentazione, biodiversità e salute.
In un mondo sempre più esposto alle sfide ambientali, imparare a mangiare in modo sostenibile significa contribuire concretamente alla tutela del pianeta e al benessere delle generazioni future.
