Amazon è oggi la più grande azienda al mondo per fatturato, ma il suo fondatore Jeff Bezos ha più volte sostenuto che nessuna impresa è destinata a durare per sempre. Durante un incontro con i dipendenti nel 2018, l’allora amministratore delegato spiegò che, prima o poi, anche Amazon avrebbe potuto fallire, sottolineando come la vita media delle grandi aziende sia spesso limitata a pochi decenni. Il suo non era un pronostico pessimista, bensì un invito a non adagiarsi sui successi raggiunti.
Secondo Bezos, l’unico modo per prolungare la vita dell’azienda è mantenere un’attenzione costante ai clienti e continuare a innovare. All’epoca Amazon aveva appena superato per la prima volta una capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi di dollari e si confrontava con concorrenti storici come Walmart, Target ed eBay.
Amazon supera Walmart e conquista il primo posto mondiale
Otto anni dopo quelle dichiarazioni, Amazon ha raggiunto un nuovo traguardo storico, diventando la società con il fatturato più elevato al mondo e superando Walmart nella classifica Fortune Global 500. Il sorpasso è arrivato dopo che, nel 2025, il gruppo ha registrato ricavi per 716,9 miliardi di dollari, superando di oltre 3 miliardi quelli del colosso della distribuzione.
Parallelamente, la capitalizzazione di mercato di Amazon è salita a circa 2.500 miliardi di dollari, più che raddoppiando rispetto ai livelli del 2018.
In una recente intervista a Fortune, Bezos ha spiegato che il risultato non rappresenta una sorpresa completa, ribadendo la filosofia che ha guidato l’azienda fin dalle origini:
“Molte aziende affermano di essere ossessionate dai clienti, ma in realtà sono ossessionate dai concorrenti. Non si può essere davvero focalizzati sui clienti se non si ama innovare.”
Dalla libreria online Cadabra alla nascita di Amazon
La storia dell’azienda inizia nel 1994, quando Bezos lascia Wall Street per fondare una libreria online. Il primo nome scelto era Cadabra, ma fu rapidamente abbandonato perché facilmente confondibile con la parola inglese cadaver. Nacque così Amazon, un riferimento al fiume più grande del mondo e all’ambizione di costruire la più grande libreria online esistente.
L’azienda mosse i primi passi nel garage della casa presa in affitto a Bellevue, nello Stato di Washington. Dopo decine di incontri con investitori e numerosi rifiuti, Bezos riuscì a raccogliere il primo milione di dollari necessario per avviare il progetto.
Ricordando quel periodo, ha raccontato:
“Ho dovuto sostenere circa 60 incontri. È stata la cosa più difficile che abbia mai fatto.”
Dieci anni prima del primo utile
La crescita di Amazon non è stata immediata. Nonostante l’espansione del fatturato, l’azienda impiegò quasi dieci anni per registrare il primo esercizio in utile.
Solo nel 2003 il gruppo chiuse l’anno con un utile netto positivo pari a 35 milioni di dollari.
Nel frattempo Bezos costruì la cultura aziendale attorno ai celebri Leadership Principles, che ancora oggi rappresentano il riferimento per assunzioni, processi decisionali e sviluppo dei prodotti.
Quando Andy Jassy è diventato amministratore delegato nel 2021, ha mantenuto invariata questa impostazione culturale.
“Abbiamo sviluppato e perfezionato nel tempo 16 principi di leadership che guidano ogni decisione dell’azienda”, ha spiegato Jassy, sottolineando che gli stessi principi vengono applicati anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Cultura aziendale e controversie
Amazon afferma di adottare una politica di pari opportunità che vieta qualsiasi forma di discriminazione legata a razza, genere, religione o altre caratteristiche personali.
Nel corso degli anni, tuttavia, il gruppo è stato più volte criticato per le condizioni di lavoro nei magazzini e per presunti episodi di discriminazione e ambienti lavorativi ostili.
Negli ultimi mesi la società ha inoltre eliminato circa 30.000 posti di lavoro in diverse divisioni, compresa parte dell’area dedicata all’intelligenza artificiale generale, pur continuando ad aumentare gli investimenti nelle attività considerate strategiche.
Secondo Jassy, queste riorganizzazioni sono state motivate principalmente dalla volontà di rafforzare la cultura aziendale e non da problemi economici.
La nuova scommessa sull’intelligenza artificiale
Oggi Amazon considera l’intelligenza artificiale il principale motore della propria crescita futura.
L’azienda sta investendo centinaia di miliardi di dollari nello sviluppo di infrastrutture AI, data center e semiconduttori, oltre a rafforzare la collaborazione con Anthropic.
Secondo Andy Jassy, l’intelligenza artificiale cambierà radicalmente il modo in cui le persone utilizzano prodotti e servizi digitali.
“L’intelligenza artificiale trasformerà praticamente ogni esperienza cliente che conosciamo oggi e ne creerà moltissime di nuove.”
Anche Jeff Bezos vede un enorme potenziale di sviluppo e ritiene che uno dei futuri pilastri del gruppo sarà rappresentato proprio dal settore dei chip e dei semiconduttori, destinato ad affiancarsi alle attività storiche di e-commerce e cloud computing.
