Le speranze del governo italiano e del Mef di uscire con un anno di anticipo dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi si sono fermate davanti ai dati di Eurostat: nel 2025 il deficit dell’Italia resta al 3,1% del Pil, sopra la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità. Il dato conferma che l’Italia rimane sotto procedura, rinviando l’uscita anticipata che il Tesoro aveva provato a centrare fino all’ultimo.
Conti pubblici
Secondo l’Istat, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche nel 2025 è pari a 69,381 miliardi di euro, cioè il 3,1% del Pil, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024. Il saldo primario torna positivo e si attesta allo 0,8% del Pil, con un progresso di 0,3 punti percentuali su base annua.
Debito in salita
Il debito pubblico a fine 2025 raggiunge 3.095.888 milioni di euro, pari al 137,1% del Pil, in aumento di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024. L’Italia resta così tra i Paesi più indebitati dell’Unione europea, dietro la Grecia ma davanti a Francia, Belgio e Spagna.
Dati di bilancio
La dinamica dei conti mostra anche un aumento della spesa pubblica, salita dal 50,4% al 51,2% del Pil, e delle entrate, passate dal 47% al 48,1%. In valori assoluti, il Pil cresce lievemente da oltre 2.202 miliardi a 2.258 miliardi, ma non abbastanza da portare il rapporto deficit/Pil sotto la soglia critica.
Prossime mosse
Nel Documento di finanza pubblica atteso sul tavolo del governo dovrebbe comparire la stessa fotografia dei conti, con una crescita 2026 indicata intorno al +0,5% e un debito ancora in aumento rispetto al 137,1% del 2025. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il Mef ha provato fino all’ultimo a limare il deficit fino al 3%, ma senza riuscirci.
