Economia italiana: aumentano occupazione e ore lavorate
Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di tenuta. Secondo gli ultimi dati diffusi da Istat, l’input di lavoro misurato attraverso le ore lavorate è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua.
Nello stesso periodo, il Prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% rispetto al primo trimestre del 2025, confermando una dinamica economica moderatamente positiva.
Occupazione in aumento: oltre 24,2 milioni di lavoratori
Tra gennaio e marzo 2026 il numero degli occupati è salito a 24 milioni e 207 mila persone, con un incremento di 67 mila unità rispetto al quarto trimestre del 2025 (+0,3%).
La crescita è stata sostenuta soprattutto dal lavoro autonomo, che registra un aumento di 72 mila unità (+1,4%), e in misura minore dai contratti a tempo determinato (+9 mila, pari a +0,3%). In lieve diminuzione, invece, i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%).
Parallelamente, il numero dei disoccupati è diminuito di 110 mila persone rispetto al trimestre precedente (-7,6%), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono aumentati di 44 mila unità (+0,4%).
Disoccupazione al 5,3%, cresce il tasso di occupazione
Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione è salito al 62,7%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Contestualmente, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,3% (-0,4 punti), uno dei livelli più bassi registrati negli ultimi anni.
Il tasso di inattività si è attestato al 33,7%, in lieve crescita (+0,1 punti).
Anche i dati provvisori relativi ad aprile 2026 mostrano un miglioramento del mercato del lavoro:
- occupati in aumento dello 0,5%;
- tasso di occupazione in crescita di 0,3 punti;
- tasso di disoccupazione in calo di 0,1 punti;
- tasso di inattività in diminuzione di 0,3 punti.
Su base annua occupazione stabile, forte calo dei disoccupati
Nel confronto con il primo trimestre del 2025, l’occupazione cresce di 50 mila unità (+0,2%), ma il dato evidenzia un cambiamento nella composizione del mercato del lavoro.
L’incremento riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi (+4,7% in un anno), mentre risultano in diminuzione:
- i dipendenti a termine (-4,2%);
- i dipendenti a tempo indeterminato (-0,5%).
Particolarmente significativo il calo della disoccupazione, che registra 394 mila persone in meno rispetto a un anno fa (-22,4%).
Aumentano invece gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+320 mila, pari al +2,6%).
Nel dettaglio:
- tasso di occupazione al 62,5% (+0,1 punti);
- tasso di disoccupazione al 5,4% (-1,5 punti);
- tasso di inattività al 33,8% (+1 punto percentuale).
Crescono le posizioni lavorative dipendenti
Dal lato delle imprese emergono ulteriori segnali positivi.
Nel primo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, sia nella componente a tempo pieno (+0,5%) sia in quella part-time (+0,4%).
La quota del lavoro part-time si riduce leggermente, attestandosi al 28,8%.
Anche nel confronto annuale le posizioni lavorative mostrano una crescita dell’1,5%, trainata soprattutto dai contratti full-time (+1,6%).
Somministrazione in calo, boom del lavoro intermittente
Dopo due trimestri consecutivi di crescita, il lavoro in somministrazione registra una lieve flessione (-0,3%).
Di contro, accelera il ricorso al lavoro intermittente, che cresce del 3,1% rispetto al trimestre precedente e dell’8,7% su base annua, il dato più elevato dalla fase di ripresa successiva alla pandemia.
Le ore lavorate per dipendente diminuiscono dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, ma risultano in aumento dello 0,1% rispetto al primo trimestre del 2025.
Continua inoltre a ridursi il ricorso alla cassa integrazione, che scende a 7,7 ore ogni mille ore lavorate.
Meno posti vacanti, ma cresce il costo del lavoro
Nel primo trimestre il tasso dei posti vacanti si attesta all’1,7%, in calo sia rispetto al trimestre precedente (-0,1 punti) sia su base annua (-0,4 punti).
Sul fronte dei costi, il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un aumento dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.
La crescita è determinata sia dall’aumento delle retribuzioni (+1,1%) sia da quello dei contributi sociali (+1,1%).
Nel confronto con il primo trimestre del 2025, il costo del lavoro aumenta del 3%, sostenuto soprattutto dalla crescita dei contributi sociali (+3,5%), mentre le retribuzioni crescono del 3%.
Istat: mercato del lavoro solido, ma cresce il costo per le imprese
I dati del primo trimestre 2026 delineano un quadro complessivamente positivo per il mercato del lavoro italiano: aumentano gli occupati, diminuisce la disoccupazione e prosegue la crescita dell’economia.
Resta però sotto osservazione l’aumento del costo del lavoro e la riduzione dei posti vacanti, elementi che potrebbero influenzare le scelte delle imprese nei prossimi mesi, in un contesto economico ancora caratterizzato da forti incertezze internazionali.
