Wall Street festeggia la tregua: volano i future Usa, crolla il petrolio dopo l’intesa tra Washington e Teheran

I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo all’annuncio di un accordo tra Stati Uniti e Iran per l’estensione del cessate il fuoco e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici del pianeta. Dopo settimane di tensioni e incertezza legate al conflitto in Medio Oriente, gli investitori hanno accolto con favore i segnali di distensione, spingendo al rialzo i future azionari statunitensi e provocando una brusca discesa dei prezzi del petrolio.

I future sul Dow Jones Industrial Average sono saliti di 430 punti, pari allo 0,87%, mentre quelli sull’S&P 500 hanno guadagnato l’1,08%. Ancora più marcato il rialzo del Nasdaq, in progresso dell’1,77%, sostenuto dall’ottimismo degli investitori per una possibile riduzione delle tensioni geopolitiche e dei rischi per l’economia globale.

Sul fronte energetico, il mercato ha immediatamente scontato la prospettiva di un ritorno alla normalità nei flussi di greggio provenienti dal Golfo Persico. I future sul petrolio WTI hanno perso il 5,1%, scendendo a 80,54 dollari al barile, mentre il Brent è arretrato del 4,3%, attestandosi a 83,58 dollari. In controtendenza l’oro, tradizionale bene rifugio, che è salito del 2,6% raggiungendo quota 4.349,30 dollari l’oncia.

Anche il mercato obbligazionario ha reagito positivamente. Il rendimento del Treasury decennale statunitense è sceso di 5,9 punti base al 4,426%, mentre il dollaro ha mostrato un lieve indebolimento, cedendo lo 0,25% nei confronti dell’euro e lo 0,04% rispetto allo yen.

L’annuncio di Trump

A innescare il rally è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha annunciato sui social il raggiungimento di un’intesa con Teheran.

“L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti. Autorizzo pienamente l’apertura gratuita dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, la rimozione immediata del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Lasciate scorrere il petrolio”, ha scritto il presidente americano poco prima dell’apertura delle contrattazioni dei future.

Poco dopo è arrivata la conferma del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, che ha pubblicato un sintetico messaggio sul social X: “Accordo raggiunto”.

Anche il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha confermato che la firma ufficiale dell’intesa è prevista venerdì a Ginevra. Secondo quanto riferito dal Pakistan, che ha svolto un ruolo di mediazione nei negoziati, una prima firma elettronica potrebbe arrivare già nelle prossime ore.

Trump ha successivamente precisato che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz avverrà dopo le operazioni di bonifica e rimozione delle mine presenti nell’area.

Il peso dello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz rappresenta una delle infrastrutture strategiche più importanti per il commercio energetico mondiale. Prima dell’inizio del conflitto transitava attraverso questo corridoio marittimo circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto.

La sua chiusura da parte dell’Iran aveva provocato forti turbolenze sui mercati internazionali, alimentando timori per le forniture energetiche e contribuendo all’aumento dei prezzi delle materie prime.

Nonostante gli attacchi subiti durante la guerra, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica aveva mantenuto una capacità sufficiente a ostacolare il traffico navale nella regione, rendendo impossibile il pieno ripristino della navigazione commerciale.

Restano aperti i nodi su nucleare e sanzioni

L’intesa annunciata domenica non chiude però tutte le questioni aperte tra Washington e Teheran. I prossimi sessanta giorni saranno dedicati ai negoziati sui temi più delicati, tra cui il programma nucleare iraniano, l’alleggerimento delle sanzioni economiche e lo sblocco di attività finanziarie congelate all’estero.

In un’intervista al Wall Street Journal, Trump ha affermato che l’Iran si sarebbe impegnato a non sviluppare armi nucleari, mentre la questione dell’uranio arricchito verrà affrontata in una fase successiva.

“Ci occuperemo della questione nucleare più avanti, quando saremo pronti a intervenire. Non c’è fretta”, ha dichiarato il presidente americano.

Trump ha inoltre lasciato intendere che un graduale alleggerimento delle sanzioni potrebbe essere preso in considerazione qualora Teheran rispettasse gli impegni previsti dall’accordo.

Dubbi negli Stati Uniti

Non mancano tuttavia le perplessità all’interno della stessa amministrazione americana e tra gli alleati repubblicani. Il senatore Lindsey Graham ha espresso preoccupazione per le differenze emerse tra le versioni statunitensi e iraniane dell’intesa.

Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, prima dell’annuncio ufficiale sarebbero circolate diverse bozze del memorandum d’intesa, alimentando interrogativi sui contenuti effettivi dell’accordo e sugli impegni realmente assunti dalle due parti.

Per il momento, tuttavia, i mercati sembrano concentrarsi soprattutto sul possibile ritorno alla normalità dei flussi energetici globali. Una prospettiva che, almeno nel breve termine, ha riacceso l’appetito per il rischio e riportato ottimismo tra gli investitori dopo mesi di forte volatilità.