Il quadro è chiaro: l’automotive globale si muove a due velocità. Da una parte Europa e Stati Uniti tornano a spingere, dall’altra il Medio Oriente frena bruscamente sotto il peso della crisi geopolitica.
I numeri del primo trimestre di Stellantis raccontano proprio questo scenario. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha consegnato 1,4 milioni di veicoli, in crescita del 12% su base annua. Un risultato positivo, sostenuto soprattutto da Europa e Nord America, mentre altre aree iniziano a mostrare segnali evidenti di difficoltà.
In particolare, è il Medio Oriente a pagare il prezzo più alto delle tensioni legate alla guerra in Iran.
Medio Oriente in caduta: consegne dimezzate nel Golfo
Se si guarda ai dati complessivi, la regione Medio Oriente & Africa contribuisce ancora alla crescita. Ma il dettaglio racconta un’altra storia.
Nei Paesi del Golfo — Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman — le spedizioni sono crollate di oltre il 50%, fermandosi a circa 3.000 unità.
Un dato che segnala un rallentamento netto della domanda e che riflette l’impatto diretto dell’instabilità regionale. In realtà, a sostenere i numeri dell’area è soprattutto la Turchia, che maschera in parte il calo nei mercati del Golfo.
Non è un caso isolato: anche Nissan ha registrato un dimezzamento delle vendite rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Segnali che indicano come l’automotive sia tra i primi settori a risentire delle tensioni internazionali.
Nord America traina, Europa consolida
Se il Medio Oriente arretra, il resto del mondo compensa.
Il Nord America si conferma il vero motore di crescita per Stellantis, con +54.000 veicoli consegnati e un incremento del 17%. A fare la differenza sono modelli chiave come il Ram 1500, insieme agli aggiornamenti di Jeep Grand Wagoneer e Jeep Cherokee.
Gli Stati Uniti restano quindi centrali nella strategia del gruppo.
L’Europa, invece, cresce meno in percentuale ma di più in valore assoluto: +69.000 unità, pari a un aumento del 12%.
Qui a trainare sono le cosiddette “smart car”, come Citroën C3, C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda. Bene anche Leapmotor, che registra +22.000 unità per un totale di 27.000, con l’Italia tra i mercati più dinamici.
Un equilibrio fragile
I numeri arrivano in un momento complesso per il gruppo. L’assemblea ha confermato John Elkann alla presidenza e approvato il bilancio 2025, segnato da perdite per 22,33 miliardi di euro dopo una profonda revisione strategica.
Il prossimo snodo sarà il 21 maggio, quando verranno presentate le nuove linee guida del gruppo.
