Milano ha reso omaggio a Franco Baresi con una partecipata cerimonia funebre nella Basilica di Sant’Ambrogio. All’arrivo del feretro, migliaia di tifosi hanno accolto lo storico capitano del Milan con un lungo applauso e i cori “Un capitano, c’è solo un capitano” e “Sei per sempre Franco Baresi”. L’omaggio della folla è proseguito per circa sei minuti, in un clima di profonda commozione.
Abodi: “Amato da tutta la famiglia del calcio”
Tra le autorità presenti anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha ricordato l’eredità lasciata dall’ex difensore rossonero.
“L’eredità è quella che riusciremo a cogliere, perché Franco Baresi ci ha lasciato un messaggio fatto di classe, stile e semplicità. La sua appartenenza alla famiglia del Milan e, più in generale, a quella del calcio è il motivo per cui è amato da tutti, non solo dai tifosi rossoneri”, ha dichiarato all’ingresso della basilica.
Marotta: “Ha incarnato il senso di appartenenza”
Ai funerali era presente anche il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha sottolineato come Baresi rappresentasse un esempio per tutto il calcio italiano.
“Franco rappresentava un’icona del calcio e portava con sé un valore che oggi si è in parte smarrito: il senso di appartenenza. È un esempio che dovrebbe essere seguito dai calciatori di oggi, sia come uomo sia come professionista”, ha affermato.
Albertini: “Un leader silenzioso”
Commosso anche l’ex centrocampista del Milan Demetrio Albertini, che ha ricordato il suo storico capitano.
“Era un leader silenzioso, ma in campo tutti hanno visto ciò che è stato capace di trasmettere. Ha lasciato tantissimi ricordi e un’eredità importante”, ha detto prima dell’inizio della funzione.
L’omelia: “È possibile diventare grandi restando piccoli”
Durante l’omelia, l’abate di Sant’Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini, ha ricordato la fede e l’umanità di Baresi, richiamando il soprannome con cui era conosciuto da bambino, “Piscinin”.
“Nei Vangeli è evidente la predilezione di Gesù per i piccoli. Franco ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli”, ha detto il celebrante, ricordando anche il profondo legame dell’ex capitano del Milan con la fede cattolica e il suo stile di vita improntato alla responsabilità, alla semplicità e all’attenzione verso gli altri.
Faccendini ha inoltre definito Baresi “il Maradona della difesa”, ricordandone i successi, la leadership e anche le sconfitte affrontate con dignità.
Bergomi legge la prima lettura
Un momento particolarmente significativo della cerimonia è stato l’affidamento della prima lettura a Giuseppe Bergomi, storico capitano dell’Inter e compagno di Nazionale di Baresi. I due avevano condiviso anche il ruolo di tedofori durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Dietro l’altare erano esposti i gonfaloni del Milan, dell’Inter e della Lega Serie A, a testimonianza dell’affetto e del rispetto che Franco Baresi ha saputo conquistare ben oltre i colori della maglia che ha indossato per tutta la sua carriera.
All’uscita della bara sono stati accesi anche alcuni fumogeni in suo onore, mentre la folla ha intonato ripetutamente i cori: “Un capitano c’è solo un capitano”, “Sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai” e “Sei per sempre Franco Baresi”.
Sopra il feretro era stato deposto un grande cuscino di rose rosse e bianche, simbolo del legame indissolubile tra Baresi e i colori del Milan.
L’ultimo saluto si è trasformato in un tributo carico di emozione, con i tifosi che hanno accompagnato il loro storico capitano tra applausi, canti e un lungo omaggio a una delle più grandi leggende del calcio italiano.
