I Mondiali 2026 si sono conclusi domenica consacrandosi non solo come uno degli eventi sportivi più seguiti di sempre, ma anche come il torneo più redditizio nella storia della FIFA. Nonostante, nei mesi precedenti al calcio d’inizio, non fossero mancate le preoccupazioni per gli elevati prezzi dei biglietti e per le restrizioni ai viaggi negli Stati Uniti, la competizione ha registrato risultati economici ben superiori alle aspettative.
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha annunciato che l’intero ciclo commerciale 2023-2026 genererà oltre 15 miliardi di dollari di ricavi, superando nettamente le stime formulate appena un anno fa.
Ricavi oltre ogni previsione
Nel 2025 la FIFA prevedeva ricavi complessivi pari a 8,9 miliardi di dollari per il 2026. Ad aprile la stima era già stata rivista al rialzo, con il solo Mondiale valutato in grado di generare circa 11 miliardi di dollari.
Il bilancio definitivo ha però superato ogni previsione.
Durante l’assemblea delle federazioni affiliate, Infantino ha spiegato che il torneo ha aperto nuove prospettive di crescita anche in vista del 2030.
“Questo Mondiale ha aperto molte porte, molte opportunità e molte possibilità”, ha dichiarato il presidente della FIFA.
Il nuovo formato spinge il business
Una delle principali leve della crescita è stata l’introduzione del nuovo format a 48 nazionali, contro le 32 delle precedenti edizioni.
L’espansione ha prodotto effetti immediati:
- le squadre partecipanti sono aumentate da 32 a 48;
- le partite disputate sono passate da 64 a 104;
- quasi un quarto delle 211 federazioni affiliate alla FIFA ha preso parte alla fase finale.
Se inizialmente alcuni osservatori temevano un calo della competitività, il mercato ha risposto nella direzione opposta.
Durante la finestra di vendita tra dicembre e gennaio, la FIFA ha ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti provenienti da tutti i Paesi affiliati.
Secondo Antonio Di Cianni, direttore Advisory di Football Benchmark, nella fase a gironi il riempimento degli stadi è stato praticamente totale.
“Il tasso di occupazione è stato vicino al 99%, con impianti praticamente esauriti.”
Il Mondiale più caro di sempre
La domanda ha resistito anche davanti a prezzi senza precedenti.
Durante la fase a gironi i biglietti ufficiali arrivavano fino a 575 dollari, oltre il doppio rispetto ai 220 dollari dell’edizione qatariota del 2022.
Per la prima volta la FIFA ha inoltre introdotto un sistema di prezzi dinamici, che ha fatto superare in diversi casi i 1.000 dollari anche per gare della prima fase.
La finale ha raggiunto cifre ancora più impressionanti:
- 12.751 dollari il prezzo medio sulla piattaforma SeatGeek;
- fino a 2,3 milioni di dollari per un biglietto apparso sul portale ufficiale di rivendita FIFA.
Le politiche di prezzo hanno alimentato critiche negli Stati Uniti, dove alcuni parlamentari hanno accusato la federazione di privilegiare la massimizzazione dei ricavi rispetto all’accessibilità dell’evento per i tifosi.
Contestata anche la commissione del 15% applicata sia all’acquirente sia al venditore nelle transazioni effettuate attraverso la piattaforma ufficiale.
Ascolti televisivi da record
Anche sul fronte televisivo il Mondiale ha fatto registrare numeri storici.
Negli Stati Uniti:
- la vittoria della nazionale americana contro la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale ha raccolto oltre 24 milioni di spettatori tra Fox e Telemundo, diventando la partita di calcio in lingua inglese più vista nella storia della televisione statunitense;
- la sfida tra Inghilterra e Messico negli ottavi di finale ha totalizzato 23,2 milioni di spettatori tra Telemundo e Peacock, stabilendo il record assoluto per una telecronaca calcistica in lingua spagnola negli USA.
Verso un Mondiale con 64 nazionali?
I risultati economici ottenuti stanno già alimentando il dibattito sul futuro della competizione.
Infantino ha confermato che all’interno della FIFA è in corso una riflessione sull’ipotesi di espandere ulteriormente il torneo fino a 64 nazionali.
In questo scenario:
- le squadre partecipanti passerebbero da 48 a 64;
- le partite aumenterebbero da 104 a 128;
- quasi un terzo delle federazioni affiliate prenderebbe parte alla fase finale.
Secondo Mark Conrad, direttore del programma di Sport Business della Fordham University, un torneo ancora più ampio potrebbe incrementare ulteriormente il valore dei diritti televisivi.
“Più partite e più squadre significano più contenuti da sponsorizzare e un numero maggiore di pubblici da raggiungere a livello globale.”
Il Mondiale del 2030, che celebrerà il centenario della competizione, potrebbe inoltre rappresentare un’occasione commerciale ancora più appetibile per broadcaster e inserzionisti.
Biglietti costosi anche nel 2030
Se c’è una conclusione che emerge dai risultati economici dell’edizione 2026, è che difficilmente la FIFA cambierà la propria strategia sui prezzi.
Secondo Conrad, il successo commerciale del torneo rende improbabile una riduzione dei costi per i tifosi.
“I prezzi resteranno probabilmente elevati anche nel prossimo Mondiale, soprattutto considerando che il torneo si giocherà in mercati differenti. È verosimile che la FIFA continui ad adottare una strategia di pricing dinamico simile a quella utilizzata nel 2026.”
Il Mondiale nordamericano ha così dimostrato come il calcio globale sia ormai anche un gigantesco business: più squadre, più partite, più pubblico e ricavi senza precedenti stanno ridisegnando il modello economico della principale competizione calcistica mondiale.
