Hantavirus, nessun caso positivo in Italia: negativi i test al Sacco, allo Spallanzani e a Messina

Al momento non risultano casi positivi di hantavirus in Italia. Tutti gli accertamenti effettuati nelle ultime ore sui pazienti finiti sotto osservazione dopo il focolaio scoppiato sulla MV Hondius hanno dato esito negativo.

I risultati riguardano sia il turista britannico posto in quarantena all’Ospedale Luigi Sacco di Milano sia la turista argentina ricoverata a Messina per una polmonite sospetta.

Il Ministero della Salute mantiene comunque attiva la rete di sorveglianza sanitaria predisposta dopo l’emergenza legata al virus Andes, il ceppo sudamericano dell’hantavirus individuato tra i passeggeri della nave.

Negativi i test sul turista inglese in isolamento al Sacco

Tra i casi monitorati c’era quello di un cittadino britannico di circa 60 anni, rintracciato in Italia dopo una segnalazione delle autorità del Regno Unito.

L’uomo aveva viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile, lo stesso sul quale era salita per pochi minuti la turista olandese poi morta in Sudafrica a causa dell’infezione.

Non disponendo di una sistemazione adeguata per l’isolamento fiduciario, il turista è stato trasferito all’ospedale Sacco di Milano insieme al suo accompagnatore.

Entrambi sono risultati negativi ai test virologici, come confermato dal ministero della Salute e dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

Negativi anche i controlli allo Spallanzani

Esito negativo anche per gli esami effettuati all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma sul giovane calabrese finito nei giorni scorsi in isolamento fiduciario dopo aver manifestato sintomi compatibili con l’hantavirus.

Lo stesso istituto ha analizzato anche il campione biologico della turista argentina ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Messina per una polmonite.

La donna era arrivata in Italia il 30 aprile con un volo Buenos Aires-Roma proveniente da un’area considerata endemica per il virus Andes.

La direttrice del Servizio epidemiologia e medicina preventiva dell’Asp di Messina, Mariella Santoro, aveva già chiarito che si trattava soltanto di un sospetto epidemiologico senza alcuna conferma di infezione.

Schillaci: “Rischio molto basso per l’Italia”

Il ministro della Salute Orazio Schillaci continua a invitare alla prudenza, cercando però di evitare allarmismi.

In un’intervista a la Repubblica, Schillaci ha ribadito che:

“Il rischio per l’Italia è molto basso”.

Il ministro ha sottolineato che l’hantavirus non può essere paragonato al COVID-19.

“Il Covid ha lasciato un segno psicologico forte su tutti, ma si tratta di due situazioni diverse. L’hantavirus è un virus che conosciamo da decenni e richiede risposte attente ma calibrate”, ha spiegato.

Secondo Schillaci, il sistema di monitoraggio attivato dal ministero, insieme agli Usmaf e alle autorità sanitarie regionali, sta funzionando correttamente.

Le misure attualmente in vigore comprendono:

  • sorveglianza attiva dei contatti
  • isolamento fiduciario precauzionale
  • controlli sui passeggeri provenienti dalle aree interessate dal focolaio

Il bilancio internazionale resta stabile

Anche il quadro internazionale collegato alla MV Hondius appare stabile.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i casi segnalati finora sono 11, di cui 9 confermati come infezioni da virus Andes. I decessi restano tre.

L’Oms continua a considerare basso il rischio globale di diffusione, ricordando che la trasmissione interumana dell’hantavirus è rara e richiede contatti stretti e prolungati con persone già sintomatiche.