Sale a 11 il numero dei casi collegati al focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della MV Hondius, la nave da crociera attraccata nei giorni scorsi a Tenerife dopo l’emergenza sanitaria che ha coinvolto passeggeri ed equipaggio durante la traversata.
Di questi, nove sono stati confermati come infezioni da virus Andes, il ceppo sudamericano dell’hantavirus considerato il più pericoloso per la rara possibilità di trasmissione tra esseri umani.
A fare il punto è stato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, intervenuto insieme al premier spagnolo Pedro Sánchez.
“Finora sono stati segnalati 11 casi, inclusi tre decessi. Tutti riguardano passeggeri o membri dell’equipaggio della nave”, ha spiegato Tedros, sottolineando però che il rischio per la salute globale “resta basso”.
Oms: situazione stabile, nessun nuovo decesso dal 2 maggio
Secondo l’Oms, il focolaio sarebbe attualmente sotto controllo. L’organizzazione ha spiegato che il numero dei casi è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultima settimana e che non si registrano nuovi decessi dal 2 maggio, giorno in cui l’emergenza è stata notificata ufficialmente alle autorità sanitarie internazionali.
Resta alta l’attenzione soprattutto per la presenza del virus Andes, variante particolarmente monitorata perché, a differenza della maggior parte degli hantavirus, può trasmettersi in circostanze rare anche tra persone.
Negativo il passeggero in isolamento in Veneto
Nel frattempo arrivano segnali incoraggianti anche dall’Italia. È risultato negativo il test effettuato sul passeggero attualmente in isolamento fiduciario in Veneto dopo il contatto indiretto con la turista olandese morta in Sudafrica a causa dell’infezione.
A confermarlo è stata Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute.
“Il fatto che il paziente veneto sia negativo non significa che non potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico e ha un test oggi negativo”, ha dichiarato intervenendo a Rai Radio 1.
Anche gli altri passeggeri italiani monitorati dopo essere stati sullo stesso volo della donna deceduta risultano al momento asintomatici.
La circolare del ministero della Salute
Nella serata di ieri il Ministero della Salute ha inviato una circolare alle Regioni per aggiornare ospedali e strutture sanitarie sulla situazione internazionale e definire le misure di monitoraggio da adottare.
Campitiello ha chiarito che non è stata introdotta alcuna quarantena obbligatoria.
“L’isolamento fiduciario è semplicemente un consiglio che gli operatori sanitari danno ai passeggeri asintomatici per evitare eventuali diffusioni del virus”, ha spiegato.
Il ministero mantiene comunque un approccio prudenziale.
“I virus non hanno un passaporto”, ha aggiunto Campitiello, invitando però a evitare allarmismi e precisando che non ci si trova di fronte a contatti classificati ad alto rischio.
Quanto è contagioso il virus Andes
Uno degli aspetti che continua a generare maggiore attenzione riguarda la trasmissione interumana del virus Andes.
Secondo il ministero della Salute, la contagiosità resta molto bassa e riguarda prevalentemente soggetti già sintomatici. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’hantavirus si trasmette attraverso il contatto con urine, saliva o escreti di roditori infetti.
I rari casi documentati di trasmissione tra esseri umani sarebbero legati a contatti stretti e prolungati in ambienti chiusi con persone che manifestavano già sintomi.
Nel frattempo la MV Hondius ha lasciato Tenerife ed è diretta verso Rotterdam, dove sarà sottoposta a sanificazione completa dopo l’evacuazione dei passeggeri.
