Si è concluso nel porto di Tenerife lo sbarco dei passeggeri della MV Hondius, la nave da crociera finita al centro dell’attenzione internazionale dopo il focolaio di Hantavirus che ha riacceso i timori di una possibile nuova emergenza sanitaria globale.
Mentre proseguono le operazioni di rimpatrio, il United States Department of Health and Human Services ha confermato che uno dei 17 cittadini americani coinvolti è risultato positivo al virus.
In una nota ufficiale, il Dipartimento ha spiegato che “un passeggero presenta attualmente sintomi lievi e un altro passeggero ha dato un risultato debolmente positivo per il virus andino”.
Quarantena negli Stati Uniti per i passeggeri coinvolti
I cittadini statunitensi saranno trasferiti attraverso un ponte aereo in una struttura di quarantena altamente specializzata in Nebraska, dove verranno sottoposti a valutazione clinica e monitoraggio sanitario.
Solo successivamente potranno fare ritorno nelle rispettive abitazioni, continuando però un periodo di osservazione domiciliare nelle settimane successive.
L’attenzione internazionale resta alta soprattutto per la presenza del cosiddetto “virus andino”, una variante dell’Hantavirus che in rari casi può trasmettersi tra esseri umani.
Stanno bene i quattro italiani coinvolti
Intanto non destano preoccupazione le condizioni dei quattro italiani presenti sul volo KLM tra Johannesburg e Amsterdam sul quale viaggiava, per pochi minuti e lontano dai loro posti, la donna olandese poi deceduta.
La vittima, la 69enne Mirjam Schilperoord, era stata contagiata dal marito, morto nei giorni precedenti a causa del virus. La donna è deceduta in Sudafrica dopo essere stata fatta scendere dall’aereo.
I quattro italiani si trovano ora in isolamento fiduciario e vengono monitorati dalle autorità sanitarie.
Oms: “L’Hantavirus non è il Covid”
Nonostante la cautela, gli esperti invitano a evitare allarmismi. Secondo Organizzazione mondiale della sanità, il rischio per la popolazione globale resta basso.
Al Corriere della Sera, Boris Pavlin – responsabile del team di epidemiologia sul campo dell’Oms, arrivato a Tenerife per seguire le operazioni di sbarco della MV Hondius – ha spiegato che l’Hantavirus ha caratteristiche molto diverse rispetto al COVID-19.
“L’Hantavirus non è il Covid. È un virus che conosciamo da decenni e non si trasmette facilmente da persona a persona”, ha dichiarato Pavlin.
L’epidemiologo ha precisato che un semplice incrocio in aeroporto non viene considerato un contatto stretto e che persino in aereo il rischio riguarda soprattutto le persone sedute nelle file vicine o il personale di bordo.
Un altro elemento rassicurante riguarda la fase asintomatica: secondo l’Oms, chi non presenta sintomi non sarebbe contagioso.
“Se fosse stato come il Covid avremmo già avuto una pandemia molto tempo fa”, ha aggiunto Pavlin.
La finestra di monitoraggio: “42 giorni dal 6 maggio”
Le autorità sanitarie continueranno comunque a monitorare passeggeri e contatti stretti nelle prossime settimane.
Secondo gli esperti dell’Oms, la finestra di osservazione principale durerà 42 giorni a partire dal 6 maggio, data considerata cruciale per la gestione del focolaio.
“Contate 42 giorni dal 6 maggio: da quel momento l’Hantavirus non sarà più un pericolo”, ha concluso Pavlin.
