Sono passati quasi vent’anni da quando Megan Gale ha smesso di essere il volto simbolo di Vodafone Italia, dopo aver legato la propria immagine prima a Omnitel e poi alla compagnia telefonica britannica dal 1999 al 2008. Oggi, però, quella storia pubblicitaria torna improvvisamente d’attualità. E si trasforma in un caso.
La modella australiana è infatti la protagonista del nuovo spot di iliad Italia, in onda dal 10 maggio, ma la scelta non è piaciuta a Fastweb, che nel frattempo ha acquisito Vodafone Italia. Tanto da spingere l’azienda a inviare una lettera di diffida alla società guidata in Italia da Benedetto Levi.
Il dettaglio che ha acceso lo scontro è anche simbolico: nello spot Megan Gale indossa ancora il rosso, colore storicamente associato a Vodafone. Un richiamo che, secondo Fastweb, rappresenterebbe un utilizzo indebito dell’immaginario costruito negli anni attorno al marchio.
La risposta di iliad: “Tutto cambia”
La replica di iliad non si è fatta attendere. Benedetto Levi ha pubblicato sui social il testo della diffida firmata Fastweb accompagnandolo con una frase destinata a trasformare la polemica in ulteriore visibilità per la campagna:
“Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace. E a voi?”
Un messaggio che conferma la linea scelta dall’operatore francese: nessun passo indietro. Secondo quanto emerge, la campagna pubblicitaria con Megan Gale resterà in onda almeno per un mese.
Fastweb, invece, evita commenti pubblici sulla risposta social di Levi ma nella diffida contesta formalmente a iliad la violazione del Codice civile e del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale.
Fastweb accusa iliad: “Agganciamento indebito a Vodafone”
Nel documento inviato ai legali di iliad, Fastweb sostiene che lo spot:
“realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A.”
Secondo l’azienda, la pubblicità avrebbe anche effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone, “abbandonato persino dalla sua storica testimonial”.
La contestazione richiama diversi articoli del Codice di autodisciplina pubblicitaria e accusa iliad di aver costruito una comparazione “meramente suggestiva” tra Vodafone e iliad, “a tutto vantaggio di quest’ultima”.
Per Fastweb, inoltre, l’utilizzo di Megan Gale rappresenterebbe un atto di concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2598 del Codice civile. Da qui la richiesta di interrompere immediatamente la diffusione dello spot “su qualsiasi mezzo”.
Lo spot iliad con Megan Gale e il messaggio sul cambiamento
La nuova campagna iliad si intitola “Poche cose sono per sempre” e punta apertamente sul valore simbolico del ritorno televisivo di Megan Gale nel settore delle telecomunicazioni.
Nello spot, la modella attraversa la città attirando gli sguardi di chi la riconosce, fino a entrare in uno store iliad. Il messaggio è chiaro: anche le scelte considerate consolidate possono cambiare.
Secondo iliad, il ritorno di Megan Gale rappresenta “un riferimento immediatamente riconoscibile” per raccontare “che anche le scelte più sedimentate possono essere riconsiderate”.
Il precedente di Valentino Rossi tra Tim e Fastweb
Quella dei testimonial “contesi” tra compagnie telefoniche non è una novità assoluta. Circa vent’anni fa anche Valentino Rossi passò dalla pubblicità di TIM proprio a Fastweb, alimentando un caso mediatico simile.
Ora, però, la questione potrebbe finire davanti all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, chiamato a valutare se la campagna iliad abbia oltrepassato il confine tra citazione pubblicitaria e concorrenza sleale.
