ROMA — Roberto Cingolani saluta Leonardo con una trimestrale che consolida il rilancio del gruppo. L’assemblea del 7 maggio segnerà il passaggio di consegne a Lorenzo Mariani, ma i conti del primo trimestre 2026 lasciano in eredità una società in forte espansione, sostenuta dal boom globale della difesa.
Negli ultimi tre anni, il titolo Leonardo è passato da circa 10,5 euro a oltre 54 euro, con una crescita del 420%, in linea con il trend che ha premiato i grandi player del settore.
Ricavi e utili in accelerazione
I numeri confermano la traiettoria: ricavi a 4,4 miliardi (+10%), risultato netto in aumento del 60% e ordini a quota 9 miliardi (+31%). Il portafoglio complessivo supera i 56 miliardi, rafforzato anche dall’integrazione del business difesa di Iveco Group.
In crescita anche l’EBITA, a 281 milioni (+33%), trainato in particolare dall’elettronica per la difesa, dagli elicotteri e dall’aeronautica. Migliora il flusso di cassa operativo, pur restando negativo a -411 milioni, in linea con la stagionalità del settore.
Il peso delle acquisizioni
L’operazione più rilevante riguarda Iveco Defence Vehicles, che garantisce una copertura produttiva superiore ai due anni e mezzo. Il contributo stimato per il 2026 — ancora non incluso nella guidance — è significativo: 1,1 miliardi di ricavi e 1,2 miliardi di ordini.
Le acquisizioni hanno però inciso sull’indebitamento netto, salito a 3,04 miliardi (+43,5%), includendo anche le operazioni su GEM Elettronica ed Enterprise Electronics Corporation.
Strategia e rating in miglioramento
“Abbiamo conseguito ottimi risultati”, ha sottolineato Cingolani, rivendicando l’efficacia della strategia industriale. Un giudizio confermato anche dalle agenzie di rating: Moody’s ha migliorato la valutazione sul gruppo, mentre Standard & Poor’s ha rivisto al rialzo l’outlook.
I progetti chiave: dal Gcap al “Michelangelo Dome”
Tra i dossier strategici, il caccia di sesta generazione GCAP entra ufficialmente nel segmento aeronautico, accanto ai programmi consolidati come l’Eurofighter.
Resta sullo sfondo il progetto più innovativo, il “Michelangelo Dome”, sistema avanzato di difesa integrata che — secondo le indicazioni fornite in passato — potrebbe vedere una prima applicazione operativa entro fine anno, anche in scenari complessi come quello ucraino.
Un passaggio di consegne delicato
Il cambio al vertice arriva in una fase favorevole ma non priva di interrogativi. Alcune ricostruzioni indicano proprio nei progetti più ambiziosi uno dei punti di frizione con il Governo.
A Lorenzo Mariani il compito di consolidare i risultati e guidare il gruppo in una fase in cui la domanda globale di difesa resta elevata, ma anche sempre più competitiva e geopoliticamente sensibile.
Leonardo si presenta così al nuovo corso con conti solidi, una pipeline robusta e una posizione rafforzata nel panorama internazionale della sicurezza e dell’aerospazio.
