ROMA — Il blocco prolungato dello Stretto di Hormuz continua a produrre effetti a catena sull’economia globale. Tra i settori più esposti c’è quello del trasporto aereo, alle prese con l’aumento dei prezzi del carburante e il rischio di carenze di cherosene nei mesi estivi.
Secondo le prime simulazioni riportate dal Corriere della Sera, le compagnie stanno studiando piani di emergenza che prevedono cancellazioni mirate e una riduzione dei voli nelle fasce orarie meno redditizie, per contenere i costi e preservare la continuità operativa.
Ryanair: “Estate senza garanzie”
A fotografare l’incertezza è Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair: “Non è probabile una carenza di carburante a maggio, ma non c’è alcuna garanzia al 100% per l’estate”. Un avvertimento che riflette la tensione sulle forniture energetiche e la volatilità dei prezzi.
Quali voli rischiano il taglio
Le strategie allo studio puntano a proteggere le tratte più richieste, in particolare quelle del mattino e della sera, cruciali per i viaggiatori business. A rischio, invece, i voli nelle ore centrali della giornata.
Nel mirino anche i giorni con minore traffico — martedì, mercoledì e sabato — mentre restano prioritari i collegamenti del lunedì, venerdì e domenica, legati ai flussi di lavoro e al turismo del fine settimana. Maggiore tutela anche per le rotte verso le isole.
Sul fronte geografico, le tratte domestiche appaiono le più sacrificabili, complice la crescente concorrenza dei treni ad alta velocità, che offrono alternative rapide e spesso più economiche.
I primi tagli: Lufthansa e le altre
I segnali sono già concreti. Lufthansa ha annunciato la cancellazione di 20.000 voli a corto raggio tra maggio e ottobre, pari a circa l’1% della propria offerta. L’obiettivo è risparmiare 40.000 tonnellate di carburante, il cui costo è quasi raddoppiato nelle ultime settimane.
Nonostante un primo trimestre positivo — ricavi a 8,7 miliardi (+8%) — la compagnia avverte: la crisi in Medio Oriente e i vincoli operativi rappresentano “enormi sfide” per l’intero settore.
Anche altre compagnie si stanno muovendo nella stessa direzione. Scandinavian Airlines ha cancellato circa 1.000 voli ad aprile, mentre KLM ha annunciato 160 soppressioni per maggio. Negli Stati Uniti, Delta Air Lines ha ridotto del 3,5% i collegamenti meno redditizi, con l’obiettivo di risparmiare un miliardo di dollari.
Un’estate ad alta turbolenza
Il quadro resta incerto. Il traffico aereo globale rischia una nuova fase di turbolenza, non per ragioni sanitarie o di domanda, ma per la pressione sui costi energetici e la tenuta delle forniture.
Con circa un quinto del petrolio mondiale che transitava attraverso Hormuz, ogni interruzione prolungata si riflette direttamente sui prezzi e, a cascata, sull’intero sistema dei trasporti.
Per passeggeri e compagnie, l’estate si preannuncia come un banco di prova: meno voli, prezzi più alti e una programmazione sempre più flessibile.
