Poste Italiane, da portalettere a motore del cambiamento digitale e finanziario del Paese

La parabola di Poste diventa un case study nelle business school: digitalizzazione, diversificazione e innovazione come chiavi del successo. Del Fante: “Abbiamo accompagnato l’Italia nella trasformazione”.

Nelle business school, la storia di Poste Italiane è ormai un caso di studio. Se il postino di oggi non somiglia più al romantico portalettere di Massimo Troisi, l’azienda che rappresenta il suo mondo ha invece saputo reinventarsi con intelligenza e visione, trasformando una struttura tradizionale in un campione di innovazione e resilienza.

Primo datore di lavoro del Paese con oltre 120mila dipendenti, Poste Italiane non ha subito il cambiamento: lo ha anticipato e governato, investendo nella digitalizzazione e nella diversificazione dei servizi. Una strategia che l’ha portata non solo a sopravvivere all’evoluzione tecnologica, ma a diventare un protagonista della trasformazione economica e sociale dell’Italia.


Del Fante: “Abbiamo investito nel digitale per far crescere il Paese”

In un’intervista al Corriere della Sera, l’amministratore delegato Matteo Del Fante, alla guida dal 2017, ha rivendicato la scelta di puntare sulla trasformazione digitale come leva di crescita e innovazione.
Dalla pandemia alla diffusione dello Spid, Poste ha dimostrato di poter essere un pilastro tecnologico e operativo della pubblica amministrazione: “Nei primi nove mesi dell’anno – ha spiegato Del Fante – abbiamo registrato 700 milioni di accessi e gestiamo 24 milioni di identità digitali. Tutti i costi operativi risparmiati sono un beneficio diretto per la Pa”.

In molti campi, la piattaforma web di Poste ha sostituito le code agli sportelli, semplificando l’accesso ai servizi pubblici e riducendo i tempi di attesa.


Polis, il progetto che unisce tecnologia e territorio

Con l’operazione Polis, Poste ha scelto di mantenere aperti centinaia di uffici nei piccoli centri italiani, trasformandoli in hub di prossimità digitale.
Grazie a questo progetto, è possibile rinnovare passaporti e accedere a diversi servizi della Pubblica Amministrazione direttamente negli sportelli locali.
Una strategia che rafforza la presenza territoriale dell’azienda, confermandone il ruolo di infrastruttura sociale oltre che economica.


Diversificazione: logistica, finanza, assicurazioni e mobile

Il punto di forza del “caso Poste Italiane” risiede nella diversificazione del business, fortemente voluta da Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco.
Oggi il gruppo opera in quattro aree principali:

  • Logistica e corrispondenza (con il focus spostato dai messaggi cartacei ai pacchi);

  • Servizi finanziari e di pagamento;

  • Assicurazioni e fondi comuni;

  • Servizi mobile e digitali.

L’evoluzione del mercato ha trasformato Poste in un player logistico di primo piano: dai 113 milioni di pacchi consegnati si è passati a 340 milioni nel 2025. Al contrario, i ricavi da corrispondenza — circa 1,8 miliardi — sono destinati a ridursi progressivamente, spingendo ulteriormente verso il comparto e-commerce e consegne.

Sul fronte finanziario, Poste gestisce oggi 30 milioni di carte di pagamento e 580 miliardi di risparmi degli italiani. Le polizze assicurative restano parte integrante del portafoglio, anche in un contesto di tassi bassi e rendimenti contenuti.


Tim e le nuove sinergie industriali

Un capitolo recente è quello della partecipazione in Tim, mossa che consolida la strategia di integrazione tra telecomunicazioni e servizi digitali.
L’accordo prevede il trasferimento del roaming di cinque milioni di clienti Poste verso la rete Tim, con 20 milioni di risparmi per Poste e oltre 100 milioni di ricavi per Tim.

Del Fante ha chiarito che, per ora, Poste non ha rappresentanti nel Cda di Tim, in scadenza nel 2027: “Crediamo di poter indirizzare i temi delle sinergie da azionisti, senza governance diretta. Per ora proseguiamo così”.


Poste, un modello italiano di evoluzione sostenibile

Poste Italiane è oggi una multinazionale dei servizi capace di fondere tradizione e innovazione, fisico e digitale, radicamento territoriale e crescita internazionale.
Un modello che dimostra come anche un’azienda pubblica possa diventare motore di modernizzazione, creando valore per cittadini, imprese e istituzioni.