Ferrari cresce anche con meno auto: ricavi e utili record nel 2025

Il Cavallino chiude l’anno con margini ai vertici del settore e ordini garantiti fino al 2027. Svelati gli interni della prima Ferrari elettrica

Ferrari continua a crescere puntando sull’esclusività. Nel 2025 la casa di Maranello ha confermato la solidità del proprio modello industriale, capace di aumentare ricavi, utili e generazione di cassa pur mantenendo sotto controllo i volumi produttivi. Un approccio che rafforza il valore del marchio e sostiene una domanda che resta elevata in tutti i principali mercati.

Nel dettaglio, i ricavi netti hanno raggiunto i 7,146 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo (Ebit) è salito a 2,11 miliardi (+12%), con un margine del 29,5%, mentre l’utile netto si è attestato a 1,6 miliardi di euro. L’Ebitda ha toccato quota 2,772 miliardi, pari al 38,8% dei ricavi, collocando Ferrari tra i gruppi più redditizi dell’industria automobilistica globale.

Particolarmente significativa anche la generazione di cassa: il free cash flow industriale è cresciuto del 50%, arrivando a 1,538 miliardi di euro. Un risultato che consente al gruppo di sostenere investimenti, remunerare gli azionisti e finanziare lo sviluppo di nuovi modelli mantenendo un profilo finanziario solido.

Secondo l’amministratore delegato Benedetto Vigna, la performance riflette una strategia “focalizzata sul valore più che sui volumi”, basata su un mix di prodotto ad alta marginalità, personalizzazioni e attività di sponsorizzazione. Il portafoglio ordini risulta già coperto fino alla fine del 2027. Per il 2026, la guidance indica ricavi intorno ai 7,5 miliardi di euro e un margine Ebitda vicino al 39%.

Il 2025 segna anche un passaggio simbolico nella storia del marchio. Ferrari ha infatti presentato a San Francisco gli interni di Luce, la sua prima vettura elettrica. Un’anteprima che anticipa l’ingresso del Cavallino nel segmento a zero emissioni, puntando su una reinterpretazione del lusso e dell’esperienza di guida.

L’abitacolo, progettato in collaborazione con Jony Ive, ex designer di Apple, utilizza materiali come vetro strutturale e alluminio lavorato a controllo numerico. I componenti interni sono ricavati dal pieno e rifiniti anche nelle parti non immediatamente visibili, in linea con una filosofia che mette al centro la qualità costruttiva e il valore del dettaglio.

Display digitali convivono con strumenti analogici e comandi fisici pensati per un utilizzo intuitivo, con l’obiettivo di ridurre la complessità e mantenere un forte legame tra pilota e vettura. Con Luce, Ferrari prova così a spostare il confronto sull’auto elettrica dal tema della propulsione a quello dell’identità e dell’esperienza.

Una sfida che apre una nuova fase per Maranello, chiamata a coniugare innovazione tecnologica e continuità del marchio. Anche senza il rombo dei motori tradizionali, l’obiettivo resta invariato: rimanere riconoscibile e desiderabile, puntando su qualità, design e unicità.