Il mercato del lavoro resta stabile, con il tasso di occupazione al 63% e quello di disoccupazione al 6,3%. Ma dietro la tenuta dei numeri mensili emergono segnali di debolezza: nel terzo trimestre gli occupati diminuiscono e le persone in cerca di lavoro aumentano di 108mila unità.
Il mercato del lavoro italiano tira il fiato. A settembre 2026 gli occupati diminuiscono di 7mila unità rispetto ad agosto, mentre i disoccupati aumentano di 4mila. Numeri contenuti, almeno nel confronto mensile, ma che raccontano una situazione meno lineare di quanto suggerisca la stabilità dei principali indicatori.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, gli occupati in Italia sono 24 milioni e 328mila. Il tasso di occupazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni resta fermo al 63%, mentre quello di disoccupazione si attesta al 6,3%. Stabile anche il tasso di inattività, al 32,7%.
Il quadro cambia guardando al trimestre. Tra luglio e settembre, rispetto ai tre mesi precedenti, il numero degli occupati è sceso di 13mila unità (-0,1%). Nello stesso periodo, le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 108mila (+7,2%), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono diminuiti di 101mila (-0,8%).
Un aumento dei disoccupati accompagnato da una riduzione degli inattivi indica che una parte delle persone precedentemente fuori dal mercato potrebbe essere tornata a cercare un impiego. Non significa, però, che tutte abbiano trovato lavoro.
Giovani in ripresa, ma crescono le persone in cerca di un impiego
Tra i dati di settembre spicca la discesa della disoccupazione giovanile, che cala al 19,9%, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto ad agosto.
La sostanziale stabilità dell’occupazione nasconde tuttavia andamenti differenti tra le categorie. Gli occupati diminuiscono tra gli uomini, i dipendenti permanenti e le persone tra i 35 e i 49 anni. Crescono invece i dipendenti a termine e gli occupati sotto i 35 anni. Per le donne, gli autonomi e gli over 49 il dato resta sostanzialmente stabile.
Anche la crescita delle persone in cerca di lavoro non è uniforme: aumenta tra le donne e nelle fasce d’età tra i 25 e i 49 anni, mentre diminuisce tra gli uomini e nelle altre classi d’età.
Il confronto annuale resta positivo
Su base annua, il bilancio è più favorevole. Rispetto a settembre 2025, l’Italia conta 198mila occupati in più, con una crescita dello 0,8%. L’aumento interessa uomini, donne e quasi tutte le fasce d’età, con l’eccezione dei 35-49enni. Il tasso di occupazione guadagna 0,4 punti percentuali in dodici mesi.
Ma anche la disoccupazione cresce nel confronto annuale: le persone in cerca di lavoro sono 117mila in più (+7,8%). Al contrario, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono di 293mila unità (-2,4%).
Il mercato del lavoro presenta così due facce: più occupati rispetto a un anno fa, ma una frenata nel trimestre e un aumento delle persone che cercano un impiego. La fotografia dell’Istat non descrive un crollo dell’occupazione, ma segnala che la crescita registrata negli ultimi dodici mesi non si traduce in un’accelerazione nella parte più recente dell’anno.
