Microsoft, maxi piano di uscite volontarie: incentivi per 60mila dipendenti mentre l’AI divora investimenti

Il programma potrebbe coinvolgere circa il 27% della forza lavoro, dai dipendenti ai vicepresidenti. Negli Stati Uniti è previsto un minimo di otto settimane di stipendio, oltre a copertura sanitaria e azioni. Il gruppo di Satya Nadella riduce i costi mentre accelera la corsa ai data center, con investimenti previsti per 145,3 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026.

Microsoft apre una nuova fase di riduzione del personale. Il colosso di Redmond ha lanciato un programma di uscita volontaria che potrebbe interessare circa 60.000 dipendenti, mentre continua a destinare risorse colossali all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture necessarie per sostenerla.

L’iniziativa, comunicata lunedì dalla responsabile delle risorse umane Amy Coleman, è rivolta ai lavoratori idonei e comprende anche dirigenti di alto livello, fino ai vicepresidenti. L’obiettivo è offrire a chi sta valutando un futuro professionale fuori dall’azienda la possibilità di lasciare Microsoft con un pacchetto economico dedicato.

«Questa offerta offre ai dipendenti idonei che stanno valutando un futuro al di fuori dell’azienda una nuova possibilità di compiere questo passaggio già da ora, con il supporto necessario», ha scritto Coleman in una comunicazione pubblicata sul blog aziendale.

Uscite incentivate: cosa prevede il piano

Alla fine di giugno Microsoft contava circa 223.000 dipendenti, 5.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il programma, se rapportato all’organico indicato, potrebbe coinvolgere una platea pari a circa il 27% della forza lavoro, anche se non è detto che tutti gli aventi diritto aderiscano.

L’indennità sarà calcolata in base agli anni trascorsi in azienda. Le condizioni varieranno secondo le normative dei singoli Paesi, ma saranno in linea con i normali pacchetti di fine rapporto.

Negli Stati Uniti il piano prevede almeno otto settimane di retribuzione, il mantenimento della maturazione delle azioni, la copertura sanitaria e servizi di assistenza per la ricollocazione professionale.

Negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in India, i dipendenti dovranno accettare l’offerta entro la prima settimana di dicembre. Chi aderirà lascerà l’azienda il 31 dicembre.

Microsoft non ha indicato quanti lavoratori si aspetti che accettino. Un portavoce ha richiamato le esperienze di altre grandi aziende tecnologiche, dove iniziative analoghe hanno registrato tassi di adesione compresi tra il 3% e il 5%.

La corsa all’intelligenza artificiale costa miliardi

Dietro la riorganizzazione c’è la necessità di contenere i costi mentre Microsoft accelera gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il gruppo sta costruendo data center e infrastrutture per sostenere la domanda di servizi cloud e AI, in una competizione che richiede capitali sempre più elevati.

Nell’ultimo rapporto trimestrale, la società ha indicato 41 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale nel trimestre conclusosi a giugno. Per l’esercizio fiscale 2026, la spesa complessiva prevista è di 145,3 miliardi.

La strategia di Satya Nadella punta a rafforzare la posizione di Microsoft nel mercato dell’AI per le imprese e del cloud. Ma la trasformazione riguarda anche l’organizzazione interna, con cambiamenti ai vertici e l’uscita di figure storiche.

Da LinkedIn a Xbox, la trasformazione dei vertici

Negli ultimi mesi Microsoft ha registrato diverse uscite ai livelli più alti della struttura aziendale. Ryan Roslansky, vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di LinkedIn, ha annunciato la propria partenza, così come Frank X. Shaw, responsabile della comunicazione.

All’inizio dell’anno avevano lasciato anche Phil Spencer, alla guida della divisione gaming, e Rajesh Jha, vicepresidente esecutivo responsabile dell’area esperienze e dispositivi.

Il nuovo piano arriva inoltre dopo una serie di tagli al personale. A luglio Microsoft ha eliminato circa 4.800 posti di lavoro, dopo oltre 15.000 licenziamenti nel 2025. Una parte consistente dei tagli più recenti ha interessato Xbox, divisione che attraversa difficoltà e ha assunto un peso crescente sui risultati finanziari del gruppo.

Già ad aprile l’azienda aveva proposto un programma di uscita volontaria ai dipendenti con una lunga anzianità di servizio: una prima iniziativa di questo tipo nella storia di Microsoft, presentata come uno strumento per accelerare i processi e semplificare le attività.

Anche Google e Amazon riducono gli organici

La strategia di Microsoft si inserisce in una tendenza più ampia nel settore tecnologico. A giugno anche Google ha offerto incentivi all’uscita a una parte dei propri dipendenti. Amazon, invece, ha ridotto il personale in diverse divisioni, comprese quelle dedicate ai negozi, dopo aver licenziato circa 30.000 persone tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

La pressione sui costi convive con investimenti sempre più pesanti nelle infrastrutture AI: le aziende cercano di liberare risorse, semplificare le strutture e concentrare la spesa sulle attività considerate strategiche.

Microsoft pubblicherà mercoledì i risultati del primo trimestre fiscale. Negli ultimi sei mesi le sue azioni sono salite di circa il 25%.

La sfida per Nadella è trovare un equilibrio tra due esigenze: finanziare la corsa all’intelligenza artificiale e rendere più efficiente un’organizzazione che sta cambiando rapidamente. Il piano di uscite volontarie è un nuovo tassello di questa trasformazione.