Inflazione verso il 5%: Confcommercio stima il 4,7% a ottobre. Ma i consumi tengono, auto +10%

Il conflitto in Medio Oriente e il Brent tra 100 e 110 dollari spingono i prezzi verso nuovi massimi. Il PIL cresce dell’1% su base annua. Le famiglie non rinunciano ai beni durevoli e al tempo libero, ma alimentare e abbigliamento restano in difficoltà.

L’economia italiana tiene, ma l’inflazione accelera. Il rapporto sulla Congiuntura dell’Ufficio Studi Confcommercio certifica un tasso d’inflazione stimato per ottobre del 4,7% su base annua e uno 0,2% mensile — una netta accelerazione rispetto al 4,2% di settembre. La causa è nota: le perduranti tensioni sui mercati energetici alimentate dal conflitto in Medio Oriente e dal Brent che oscilla tra 100 e 110 dollari al barile. Confcommercio avverte che l’Italia si avvicina al “superamento del 2% della core inflation” e che “gli spazi per evitare i suddetti pessimi risultati si restringono ogni giorno che passa.”

Il PIL cresce, ma rallenta
Sul fronte della crescita, il quadro è più rassicurante. Il PIL registra una variazione congiunturale dello 0,2% e dell’1% tendenziale. Per il terzo trimestre viene confermata una variazione dello 0,1% su trimestre e dello 0,9% su base annua. L’economia resiste, anche se nella parte finale dell’estate si registra un moderato rallentamento della fase espansiva. La produzione industriale “non riesce a trovare la strada di un recupero deciso”, l’occupazione è ferma — né cresce né cala — e staziona “sui massimi di sempre”. La fiducia di famiglie e imprese “si muove lungo un percorso accidentato.”

I consumi: auto +10%, elettrodomestici +8%, voli +6%
Il dato più sorprendente viene dai consumi. L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) si colloca anche a settembre in territorio positivo, con una variazione sullo stesso mese del 2025 del +1,1%. Le famiglie non rinunciano ai beni durevoli: le autovetture segnano un +10,4% e gli elettrodomestici bianchi e bruni un +8,3%, entrambi espressione di una decisa tendenza alla sostituzione. Tengono anche i consumi legati al tempo libero: trasporti aerei +6,6%, alberghi in crescita. Più deboli l’abbigliamento e le calzature (+0,4%) e l’alimentazione domestica (+0,1%) — segnali di difficoltà strutturali in segmenti che da tempo non riescono a ripartire.