Porsche presenta la strategia “Sportwagenschmiede ’35” e punta a ricavi tra 41 e 45 miliardi di euro, con un margine operativo fino al 15%. Il piano rilancia motori termici e plug-in hybrid, mentre accelera sulla riduzione dei costi e dell’organico.
L’obiettivo: meno volume, più redditività
Porsche vuole rafforzare la propria redditività con una strategia basata sul principio “Value over Volume”. Al Capital Markets Day di Weissach, la casa automobilistica ha fissato per il medio termine un obiettivo di 41-45 miliardi di euro di ricavi e un margine operativo sulle vendite compreso tra il 10% e il 15%.
Nel lungo periodo l’obiettivo è raggiungere un margine operativo del 15%. Il net cash flow automotive dovrebbe invece attestarsi tra il 9% e il 12% nel medio termine, per arrivare al 12% nel lungo periodo.
«L’obiettivo finale è rafforzare ulteriormente l’identità unica del nostro marchio di auto sportive», ha dichiarato l’amministratore delegato Michael Leiters, sottolineando la necessità di ridurre i costi e rafforzare la solidità finanziaria dell’azienda.
Break-even sotto le 200mila auto
Uno degli obiettivi centrali del piano è abbassare il break-even a meno di 200mila vetture.
Si tratta di una soglia significativamente inferiore alle 279.449 auto consegnate lo scorso anno. Le previsioni sul mercato cinese, in particolare, sono state definite molto conservative.
La strategia punta quindi a una Porsche più focalizzata sulla redditività per vettura, anziché sulla crescita dei volumi.
Nel 2028 arriva un nuovo Suv termico e plug-in
La principale novità sul fronte dei prodotti arriverà nel 2028, quando Porsche lancerà un nuovo Suv compatto di segmento B con motorizzazioni termiche e plug-in hybrid.
Il modello sarà commercializzato parallelamente alla Macan elettrica e dovrebbe fornire un contributo significativo alle vendite e alla redditività a partire dal 2029.
Sempre nel 2028 sono attese le nuove 718 Boxster e Cayman elettriche.
Un nuovo modello ogni anno fino al 2030
Porsche prevede inoltre almeno un nuovo prodotto caratterizzante ogni anno fino al 2030.
Tra i progetti allo studio c’è una piattaforma per una supersportiva a motore centrale, destinata a posizionarsi sopra la 911. Il gruppo sta inoltre valutando un Suv più grande della Cayenne.
La strategia conferma una gamma basata su tre tecnologie: motori termici, plug-in hybrid e batterie di nuova generazione.
Taglio dei costi e 9mila posti di lavoro in meno
La riorganizzazione coinvolgerà anche la struttura industriale. Porsche punta a ridurre del 20% le varianti di modello, fino al 20% i costi di sviluppo e fino al 30% quelli del personale nella produzione.
Le posizioni manageriali saranno ridotte del 40% nel medio termine.
Il “Future Package”, concordato con i rappresentanti dei lavoratori, prevede inoltre una riduzione socialmente sostenibile di 9.000 posti di lavoro entro il 2035, circa un quinto dell’attuale forza lavoro.
Più sinergie con Audi
Porsche intende inoltre contenere i costi di sviluppo attraverso una maggiore condivisione delle piattaforme con Audi, altro marchio del gruppo Volkswagen.
La casa di Stoccarda sta così ridisegnando la propria strategia dopo gli elevati costi legati alla transizione verso l’elettrico, mantenendo un ruolo significativo per motori a combustione e sistemi ibridi.
La reazione dei mercati è stata positiva: il titolo Porsche è salito del 3,74% dopo la presentazione del nuovo piano al 2035.
