Inflazione, Confesercenti: «Caro energia ai massimi da tre anni». A settembre prezzi al 4,2%

L’associazione lancia l’allarme dopo i dati Istat: l’inflazione accelera dal 3,3% di agosto al 4,2%, mentre i prezzi dei prodotti acquistati più frequentemente salgono del 5,3%. Gronchi: «Lo shock energetico rischia di trasferirsi su beni e servizi e di frenare i consumi autunnali».

Energia e carburanti riaccendono l’inflazione. A settembre i prezzi crescono del 4,2% su base annua, contro il 3,3% di agosto, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre anni. È il dato diffuso dall’Istat e commentato da Confesercenti, che parla di una «brusca accelerazione» capace di aumentare la pressione su famiglie e imprese e di frenare i consumi nei prossimi mesi.

Energia e carburanti spingono i prezzi

Secondo Confesercenti, la nuova accelerazione dell’inflazione è legata soprattutto alla corsa dei prezzi energetici e dei carburanti, a sua volta influenzata dall’aumento delle quotazioni internazionali, indicate dall’associazione come quasi il 90% più alte rispetto a un anno fa.

A pesare sulle famiglie c’è anche il dato comunicato dall’Arera: per i clienti tutelati le bollette aumentano del 37%.

Più contenuta, ma comunque in crescita, l’inflazione di fondo, che passa dall’1,5% all’1,7%. Ancora più marcato l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati più frequentemente, che raggiunge il 5,3%, un punto percentuale in più rispetto ad agosto.

Peggiora la fiducia di famiglie e imprese

Per Confesercenti, l’estate lascia così un’eredità «più complessa del previsto». A confermarlo sono anche i dati Istat sul clima di fiducia.

L’indice relativo alle famiglie perde 3,3 punti, scendendo al livello più basso dallo scorso aprile e risultando inferiore di 5,6 punti rispetto a settembre 2025.

Peggiora anche la fiducia delle imprese: l’indice scende di 2 punti nel commercio, di 2,5 punti nei servizi di mercato e di 5,3 punti nelle costruzioni.

In controtendenza il settore manifatturiero, dove la fiducia cresce di 1,7 punti.

«Lo shock energetico rischia di trasferirsi sui prezzi»

«Come avevamo anticipato, la corsa dei prezzi di carburanti ed energia ha riportato l’inflazione sopra i livelli di guardia», afferma Nico Gronchi, presidente di Confesercenti.

Secondo Gronchi, in questo scenario gli interventi di contenimento dello shock energetico messi in campo dal governo sono «fondamentali» per affrontare l’emergenza e impedire che l’aumento dei costi si propaghi al resto dell’economia.

Il rischio, sottolinea Confesercenti, è che i rincari energetici aumentino i costi di produzione, trasporto e gestione delle imprese, compreso il terziario, finendo per trasferirsi sui prezzi di beni e servizi.

Un ulteriore aumento dell’inflazione potrebbe così erodere il potere d’acquisto delle famiglie e pesare sui consumi durante l’autunno.