Caro-gasolio, Assotir avverte il governo: «Se non ci convoca, sciopero da non escludere»

L’associazione degli autotrasportatori chiede un confronto urgente sul costo del carburante. Il segretario generale Claudio Donati: «Fermarsi anche solo un giorno significa fermare il Paese». Ma la decisione dovrà essere presa unitariamente da tutta la categoria.

«Lo sciopero sarebbe un’arma definitiva»

Il caro-gasolio mette sotto pressione il settore dell’autotrasporto e Assotir alza il livello dell’allarme. Se il governo non convocherà le associazioni della categoria per affrontare l’emergenza, uno sciopero «non possiamo escluderlo».

A dirlo è il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, durante una conferenza stampa dell’associazione a Roma. Ma la mobilitazione, ha precisato, non sarebbe una decisione della sola organizzazione.

«È una decisione che va presa in modo comunitario con altre organizzazioni», ha spiegato Donati, sottolineando che Assotir vorrebbe evitare in ogni maniera il ricorso allo sciopero.

«Fermarsi un giorno significa fermare il Paese»

Il segretario generale definisce lo sciopero «un’arma definitiva». Il motivo è il peso che avrebbe un blocco dell’autotrasporto sull’economia italiana.

«Fermarsi anche solo per un giorno significa fermare il Paese», ha detto Donati, ribadendo che un’eventuale risposta dovrà arrivare in modo unitario dall’intera categoria.

L’associazione si aspetta ora un confronto con il governo. «Spero che ci sia senso di responsabilità da parte del governo», ha aggiunto Donati, avvertendo che, in caso contrario, l’esecutivo «dovrà fare i conti con una categoria che già oggi è in grande difficoltà».

«Potrebbero fermarsi perché non ce la fanno più»

Sul rischio di sciopero è intervenuta anche la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, secondo cui potrebbe persino non essere necessario arrivare a una proclamazione formale della mobilitazione.

«Magari non c’è neanche modo di arrivare allo sciopero», ha osservato, facendo riferimento alle difficoltà economiche che stanno colpendo gli autotrasportatori.

Il rischio, secondo Manigrasso, è che gli operatori possano fermarsi semplicemente perché non riescono più a sostenere i costi.

La palla passa ora al governo: per Assotir la priorità è aprire un tavolo sul caro-gasolio prima che la protesta diventi l’unica opzione sul tavolo.