Si chiude l’esperienza di governo di Keir Starmer. Il leader laburista ha annunciato le proprie dimissioni dalla guida del partito e, di conseguenza, dalla carica di primo ministro del Regno Unito, spiegando di aver preso atto della volontà emersa all’interno della formazione politica che lo aveva portato a Downing Street.
Nel corso di un intervento particolarmente emozionato, Starmer si è commosso ricordando gli anni trascorsi alla guida dei Labour e ha affermato di aver sempre agito mettendo “al primo posto il Paese”. Il premier uscente ha riconosciuto che nel partito si era aperto un dibattito sulla sua capacità di guidare la prossima sfida elettorale e di aver deciso di accettarne l’esito “con serenità”.
“Lascio un Paese più forte”
Nel discorso pronunciato davanti al numero 10 di Downing Street, Starmer ha rivendicato i risultati ottenuti durante il suo mandato, ricordando di aver ereditato un Partito Laburista che ha definito in “bancarotta politica, finanziaria e morale”.
Tra i risultati indicati dall’ex premier figurano il contrasto all’antisemitismo interno al partito, il rafforzamento della credibilità economica e il rilancio della fiducia nelle politiche di difesa e sicurezza nazionale. Starmer ha inoltre sostenuto che, sotto la sua guida, l’economia britannica sia tornata a crescere con salari aumentati a un ritmo superiore all’inflazione.
“Lascio a chi verrà dopo di me un Paese più forte e più giusto”, ha dichiarato, rivendicando la fine delle politiche di austerità e il rilancio degli investimenti pubblici.
Transizione ordinata e sostegno al successore
Starmer resterà in carica fino alla conclusione della procedura per l’elezione del nuovo leader laburista e del prossimo capo del governo.
“Farò tutto il possibile per garantire una transizione ordinata del potere”, ha assicurato, promettendo al futuro successore un sostegno “pieno e inequivocabile”.
Il ringraziamento di von der Leyen
Tra le prime reazioni internazionali spicca quella della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha elogiato il ruolo svolto dal leader britannico sul fronte della sicurezza europea e del sostegno all’Ucraina.
“Molti leader impiegano anni per diventare statisti. Tu ci sei riuscito in appena due anni”, ha scritto von der Leyen sui social, aggiungendo che la sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina è oggi più solida grazie al suo contributo.
Trump: “Ha fallito su immigrazione ed energia”
Di segno opposto il commento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha attribuito l’uscita di scena di Starmer alle difficoltà incontrate sui temi dell’immigrazione e della politica energetica.
In un messaggio pubblicato sui social, Trump ha sostenuto che il premier britannico abbia “fallito clamorosamente” su entrambe le questioni, pur augurandogli il meglio per il futuro.
Parte la corsa alla successione
Con le dimissioni di Starmer si apre ora la competizione per la leadership del Partito Laburista. Tra i nomi già emersi figura quello di Andy Burnham, esponente dell’ala progressista del partito e sindaco di Manchester.
Burnham, appena rientrato a Westminster dopo una recente elezione suppletiva, ha evitato annunci formali ma ha indicato come priorità la crescita economica, il rafforzamento dei servizi pubblici e maggiori opportunità per le nuove generazioni.
La scelta del nuovo leader determinerà non solo il futuro dei Labour, ma anche gli equilibri politici del Regno Unito in vista delle prossime elezioni generali.
