G7 di Évian, tutti gli occhi su Trump: dal faccia a faccia con Zelensky al disgelo con Meloni

Al G7 di Évian-les-Bains il protagonista assoluto è stato Donald Trump. Tra incontri bilaterali, colloqui informali e dichiarazioni sulla guerra in Ucraina, il presidente americano ha catalizzato l’attenzione dei leader occidentali, confermando ancora una volta il suo peso negli equilibri internazionali.

Secondo quanto riportato dal Guardian, l’inizio dei lavori è stato segnato da un ritardo inatteso. I leader già presenti nella sala del summit hanno atteso quasi un’ora prima dell’arrivo del presidente francese Emmanuel Macron, di Donald Trump e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Ad accogliere Trump è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che gli ha consegnato una maglia della nazionale tedesca con il numero 47, riferimento al suo ruolo di quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti. Un gesto simbolico che ha offerto una delle immagini più significative della giornata.

Un vertice che ruota attorno a Washington

L’episodio fotografa il clima del summit: Ucraina, Medio Oriente, commercio internazionale e sicurezza energetica vengono affrontati tenendo conto soprattutto delle posizioni della Casa Bianca.

I partner del G7 – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – cercano di mantenere una posizione comune su alcuni dei dossier più delicati, ma la linea americana continua a essere il principale punto di riferimento.

Tra i leader più attivi nel confronto con Trump c’è Zelensky, arrivato a Évian con l’obiettivo di consolidare il sostegno statunitense all’Ucraina e scongiurare l’ipotesi di un dialogo diretto tra Washington e Mosca che possa marginalizzare gli alleati europei.

Trump: “La Russia deve raggiungere un accordo”

Al termine dell’incontro con Zelensky, Trump ha confermato di aver avuto un colloquio definito “ottimo” e ha annunciato un nuovo incontro nelle ore successive.

Il presidente americano ha sottolineato la necessità di arrivare rapidamente a una soluzione negoziale del conflitto.

“La Russia dovrebbe raggiungere un accordo”, ha dichiarato, evidenziando le pesanti perdite subite da entrambe le parti e ricordando di aver parlato recentemente con il presidente russo Vladimir Putin.

Le parole di Trump sembrano indicare la volontà di mantenere aperta una prospettiva diplomatica, pur continuando a sostenere Kiev.

Zelensky: più difesa aerea e pressione su Mosca

Dal canto suo, Zelensky ha ringraziato i leader del G7 per l’attenzione dedicata alla situazione ucraina e per le proposte avanzate per aumentare la pressione sulla Russia.

Il presidente ucraino ha indicato tre priorità:

  • rafforzamento della difesa aerea;
  • licenze per la produzione di sistemi missilistici;
  • un nuovo pacchetto di sostegno in vista dell’inverno.

Zelensky ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sarebbero pronti a sostenere queste iniziative e ha ribadito che la guerra non può essere considerata una situazione destinata a normalizzarsi.

“La Russia deve capire che questo conflitto non verrà mai accettato come un fatto compiuto”, è stato il messaggio lanciato dal leader ucraino.

Meloni: “Con Trump abbiamo riso e scherzato”

Tra gli incontri più osservati del vertice figura anche quello tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Trump.

Dopo le recenti tensioni su alcuni dossier internazionali, la premier italiana ha descritto il colloquio in termini molto positivi.

“È andata benissimo, abbiamo parlato come se nulla fosse, abbiamo riso e scherzato. Non avevo dubbi, tutto bene”, ha dichiarato.

Parole interpretate da diversi osservatori come il segnale di un riavvicinamento tra Roma e Washington dopo le divergenze emerse nelle ultime settimane.

Il G7 tra diplomazia e leadership

Il summit di Évian conferma come molte delle principali questioni internazionali – dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per commercio, energia e sicurezza globale – continuino a essere influenzate in larga misura dalle scelte della Casa Bianca.

In attesa dei prossimi sviluppi sul fronte ucraino e dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, il G7 appare sempre più come un tavolo in cui gli alleati cercano di costruire una posizione comune, ma dove il ruolo di Trump rimane centrale nel definire il ritmo e la direzione del confronto.