De Pascale: “Immigrazione e legalità oggi non funzionano. Così cresce anche l’odio sociale”

“In un Paese che non riesce a gestire l’immigrazione, dove xenofobia e razzismo esistono, c’è il rischio che una nuova generazione non si senta integrata”. È il ragionamento del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, intervenuto a Omnibus su La7 dopo i fatti di Modena.

Per il governatore, quanto accaduto rappresenta “un piccolo frammento di disgregazione sociale” sul quale la politica deve interrogarsi. “Non come giustificazione per chi commette reati – ha precisato – ma per evitare che queste fratture si allarghino”.

“Se i flussi non vengono gestiti, cresce la spinta xenofoba”

De Pascale ha collegato il tema sicurezza alla gestione dei flussi migratori, sostenendo che oggi il sistema presenti forti criticità sia sul fronte dell’integrazione sia su quello dei controlli.

“Il rapporto fra legalità e immigrazione in questo Paese non funziona”, ha detto. “Non funziona per chi vuole ottenere un permesso di soggiorno per lavorare e non funziona nemmeno nella capacità di espellere chi delinque”.

Secondo il presidente dell’Emilia-Romagna, proprio questa difficoltà alimenta tensioni e sentimenti ostili verso gli stranieri. “Quando i cittadini percepiscono che lo Stato non è in grado di governare i flussi migratori, può svilupparsi un sentimento di rifiuto generalizzato: ‘se non li sapete gestire, mandateli via tutti’”.

Una posizione che De Pascale dice di non condividere, ma che considera il risultato di una gestione inefficace del fenomeno migratorio. Il governatore ha quindi criticato le politiche dell’attuale esecutivo, sostenendo che abbiano reso più difficile la regolarizzazione e l’ingresso nel mondo del lavoro per chi arriva in Italia legalmente.

“Allo stesso tempo – ha aggiunto – servono certezza della pena, rispetto delle regole e un sistema di espulsioni efficace. Una società si fonda su diritti ma anche su doveri”.

L’attacco a Salvini sulla patente dell’attentatore

Nel corso dell’intervista De Pascale ha replicato anche alle polemiche sulla patente non revocata a Salim El Koudri, l’uomo accusato dell’attacco di Modena e affetto, secondo quanto emerso, da problemi psichiatrici.

“Le patenti le rilascia il ministero del ministro Salvini, non la Regione Emilia-Romagna”, ha detto in maniera polemica, riferendosi a Matteo Salvini.

Secondo De Pascale, episodi di questo tipo dovrebbero spingere tutte le istituzioni a mettersi in discussione: “Forze dell’ordine, sanità, chi rilascia le patenti e l’organizzazione delle città”.

Il governatore ha accusato il leader della Lega di utilizzare la vicenda a fini politici: “Nelle parole di Salvini non vedo una ricerca di concretezza, ma il tentativo di trasformare l’ennesimo fatto di cronaca in consenso elettorale”.

“La paura dei cittadini è legittima”

De Pascale ha infine sottolineato che i cittadini hanno diritto a sentirsi spaventati dopo quanto accaduto. “Quando un’auto investe dieci persone in pieno centro, la paura è legittima”, ha spiegato.

Per il presidente della Regione, Modena “pretende risposte da tutti”: dal sindaco al governo nazionale, fino alle strutture sanitarie.

Il nodo centrale, secondo il governatore, riguarda anche la salute mentale e la capacità dei servizi pubblici di intercettare situazioni a rischio prima che degenerino. “Dobbiamo chiederci se i servizi di salute mentale siano ancora in grado di rispondere adeguatamente a questi bisogni”, ha detto.

E ha concluso con un avvertimento: “Se non affrontiamo il problema, ci saranno altri episodi di questo tipo, indipendentemente dalle norme sull’immigrazione che il governo deciderà di cambiare”.