WASHINGTON — Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea del “Project Freedom”, il piano per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Una decisione inattesa, comunicata direttamente su Truth, che apre uno spiraglio diplomatico dopo giorni di tensioni e scontri indiretti con Iran.
“La sospensione è temporanea — ha spiegato Trump — per verificare se i progressi verso un accordo completo e definitivo possano concretizzarsi”. Il blocco resta formalmente in vigore, ma l’operazione militare di scorta alle navi viene messa in pausa su richiesta di diversi Paesi, tra cui il Pakistan.
Diplomazia in movimento
La mossa arriva mentre si intensificano i contatti diplomatici. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, Washington e Teheran sarebbero vicine a un’intesa preliminare — un memorandum di una sola pagina — per porre fine alle ostilità e avviare negoziati più ampi, anche sul dossier nucleare.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato la linea: “L’operazione è conclusa, ora siamo in una fase difensiva”. Gli Stati Uniti reagiranno solo in caso di attacchi diretti, ha precisato, segnando un cambio di tono rispetto ai giorni precedenti.
Il ruolo dei mediatori
Fondamentale la pressione dei Paesi della regione. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato Trump per la “coraggiosa leadership”, esprimendo fiducia in un accordo duraturo. Analoga posizione da parte dell’Arabia Saudita, che insieme ad altri attori regionali spinge per una de-escalation.
Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è a Pechino per colloqui con la Cina, ulteriore segnale di un’intensa attività diplomatica in corso.
Hormuz resta un punto caldo
Nonostante l’apertura negoziale, la situazione nello stretto resta fragile. Dopo gli attacchi dei giorni scorsi, che hanno coinvolto anche navi commerciali, Parigi ha ribadito la pericolosità dell’area. Il governo francese, per voce della portavoce Maud Bregeon, ha chiarito che una nave colpita non era sotto bandiera francese, pur esprimendo solidarietà all’equipaggio.
Appelli e tensioni parallele
Sul piano internazionale, continuano gli appelli alla moderazione. Le Nazioni Unite chiedono il rilascio immediato di attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti da Israele, mentre il Medio Oriente resta attraversato da tensioni multiple.
Una pausa carica di incognite
La sospensione del “Project Freedom” segna dunque una tregua operativa, ma non una soluzione. Molto dipenderà dalle prossime 48 ore e dalle risposte di Teheran ai punti chiave negoziati con Washington.
Lo Stretto di Hormuz resta al centro degli equilibri globali: da lì passa una quota cruciale del petrolio mondiale. Ogni passo verso la distensione ha un impatto immediato non solo geopolitico, ma anche economico.
