Blitz nel Mediterraneo: Israele ferma la flotilla per Gaza — 175 arresti, è bufera politica

Notte ad alta tensione nel Mediterraneo, al largo di Creta, dove le navi militari di Israele hanno intercettato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza con aiuti umanitari. Secondo il ministero degli Esteri israeliano, l’operazione si è conclusa con l’arresto di 175 persone, trasferite poi in Israele.

Il racconto degli attivisti parla però di un’azione ben più dura: motoscafi militari che si avvicinano rapidamente, armi e puntatori laser puntati contro i civili, l’ordine di inginocchiarsi a prua e le comunicazioni improvvisamente interrotte. Un SOS sarebbe stato lanciato durante le fasi concitate dell’intervento. In totale, sarebbero almeno 22 le imbarcazioni abbordate, mentre le altre sono riuscite a dirigersi verso acque territoriali greche, sottraendosi all’operazione.

Per le autorità israeliane si tratta di un intervento legittimo nell’ambito del blocco navale imposto su Gaza. Una posizione respinta con forza dagli organizzatori della flotilla, che definiscono illegittimo proprio quel blocco e parlano apertamente di un’azione intimidatoria contro civili impegnati in una missione umanitaria.

L’episodio ha immediatamente acceso lo scontro politico anche in Italia. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha parlato di “pirateria internazionale”, chiedendo il rilascio immediato degli attivisti e un intervento delle istituzioni europee. Sulla stessa linea l’ANPI, che ha lanciato un appello alla mobilitazione, denunciando quello che definisce un atto di forza inaccettabile. Le opposizioni — dal Pd al M5S fino ad Avs — hanno chiesto un’informativa urgente al governo guidato da Giorgia Meloni, per chiarire la posizione italiana e tutelare eventuali cittadini coinvolti.

Non manca però una lettura opposta. L’Osservatorio Israele definisce l’iniziativa della flotilla “provocatoria”, sostenendo che chi parte per missioni di questo tipo sia consapevole dei rischi e delle possibili conseguenze.

Intanto, nonostante il blitz, gli attivisti non sembrano intenzionati a fermarsi. Dopo una pausa tecnica di alcuni giorni dovuta al maltempo, hanno annunciato l’intenzione di riprendere la navigazione verso Gaza. Il Mediterraneo resta così al centro di una nuova crisi, destinata ad avere ripercussioni non solo sul piano umanitario, ma anche su quello politico e diplomatico.