Trump: “Guerra USA-Iran vicina alla fine”. Ma Hormuz resta bloccato e la tensione sale

La guerra tra Stati Uniti e Iran sarebbe “molto vicina alla fine”.

A dirlo è Donald Trump, intervenuto a Fox Business durante un’intervista con Maria Bartiromo. “La considero davvero molto vicina alla conclusione”, ha dichiarato nel programma Mornings With Maria.

Parole ottimistiche, che però si scontrano con una realtà ben diversa sul campo.


Hormuz bloccato e petrolio alto

Mentre Trump parla di fine imminente del conflitto, le forze navali dei due Paesi continuano a fronteggiarsi nello Stretto di Hormuz, ancora bloccato.

Il blocco navale statunitense dei porti iraniani è entrato nel terzo giorno, mentre Teheran minaccia di fermare completamente il traffico nel Golfo Persico.

Nel frattempo, il petrolio resta sotto pressione: il Brent si mantiene intorno ai 96 dollari al barile, circa il 33% sopra i livelli pre-guerra.


Linee divergenti a Washington

Non tutti, però, condividono l’ottimismo di Trump.

Il vicepresidente JD Vance, reduce dai colloqui in Islamabad, ha adottato toni molto più cauti: “La palla è nel loro campo. Saranno gli iraniani a determinare cosa succederà dopo”.

Secondo Associated Press, le due parti avrebbero raggiunto un “accordo di principio” per proseguire i negoziati, con i mediatori al lavoro su due dossier chiave:

  • la riapertura dello Stretto di Hormuz
  • il programma nucleare iraniano

Il tutto prima della scadenza della tregua fissata da Trump per il 7 aprile.


Il blocco navale e le minacce iraniane

Sul terreno, però, la tensione resta altissima.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver “completamente attuato” il blocco, costringendo diverse navi mercantili a invertire la rotta.

Ma il traffico non si è fermato del tutto. Secondo l’analista Gregory Brew di Eurasia Group, alcune petroliere sono state respinte, mentre altre restano in attesa nello stretto.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il generale Ali Abdollahi ha avvertito che, se il blocco continuerà, Teheran fermerà ogni attività commerciale non solo nel Golfo Persico, ma anche nel Mare di Oman e nel Mar Rosso.

Più concilianti, invece, le parole del presidente Masoud Pezeshkian, che ha ribadito di non voler una guerra, pur escludendo qualsiasi resa.


Il nodo nucleare resta irrisolto

Il vero ostacolo ai negoziati resta il programma nucleare iraniano.

Washington chiede a Teheran di rinunciare definitivamente all’arricchimento dell’uranio, una richiesta che l’Iran rifiuta da decenni.

Secondo il New York Times, la proposta americana presentata da Vance prevedeva una moratoria di 20 anni. L’Iran avrebbe risposto offrendo una sospensione fino a cinque anni.

Una distanza ancora ampia, che spiega perché, nonostante i segnali di apertura, un accordo resti lontano.

Lo stesso Trump ha frenato sull’ipotesi: “Non mi piace l’idea dei 20 anni. Ho sempre detto che non possono avere armi nucleari”.