“Dichiarazioni inaccettabili”.
Giorgia Meloni non usa mezzi termini e, dal palco del Vinitaly, torna ad attaccare le parole di Donald Trump su Papa Leone XIV.
“Quello che ho detto è quello che penso”, chiarisce la premier, ribadendo la propria solidarietà al Pontefice. E aggiunge una linea netta: “Non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici”.
Poi lo sguardo si sposta sulla crisi internazionale e sulle sue ricadute economiche. Per Meloni la priorità resta una: mandare avanti i negoziati e stabilizzare la situazione, a partire dalla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Un passaggio cruciale non solo per l’energia, ma anche per altri settori strategici. “È fondamentale per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti”, sottolinea, evidenziando i rischi per l’intera filiera produttiva.
Sul fronte europeo, la premier apre a misure straordinarie per affrontare l’impatto della crisi. Tra queste, anche la possibilità di sospendere il Patto di stabilità. Una scelta che “potrebbe certamente aiutare”, ma solo se adottata a livello generale e non dai singoli Stati.
L’obiettivo, spiega, è evitare che l’Europa resti immobile di fronte a uno scenario in rapido cambiamento. “Sarebbe un enorme errore di valutazione muoversi tardi”, avverte, rilanciando anche l’ipotesi di intervenire su altri strumenti come Ets e Cbam.
Interpellata sul tema del gas russo, Meloni risponde alle osservazioni di Claudio Descalzi, riconoscendo il punto di vista degli operatori ma ribadendo la linea del governo. L’auspicio è che si possano fare progressi sul fronte della pace in Ucraina, ma senza dimenticare il ruolo delle sanzioni.
“La pressione economica esercitata sulla Russia è l’arma più efficace che abbiamo per costruire pace”, sottolinea, invitando alla prudenza su eventuali cambi di strategia.
Infine, una decisione che segna un passaggio rilevante: il governo ha scelto di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele, alla luce del contesto internazionale sempre più instabile.
Tra tensioni diplomatiche, crisi energetica e scelte economiche, l’Italia si muove su più fronti. E mentre la politica cerca soluzioni, gli effetti della crisi sono già una realtà concreta.
