Blocco dello Stretto di Hormuz al 46° giorno di guerra tra USA, Israele e Iran. Diplomazia in movimento, Cina propone un piano e tensioni anche su Israele-Libano.
Il Medio Oriente resta sull’orlo di una crisi globale.
La guerra tra Stati Uniti–Israele e Iran è arrivata al 46° giorno e ha raggiunto un punto critico: ieri alle 16 (ora italiana) è scattato il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il petrolio mondiale.
Nonostante il fallimento dei negoziati in Pakistan nel weekend, i canali diplomatici non sono chiusi. Media americani parlano di contatti ancora in corso e di un possibile nuovo faccia a faccia tra Washington e Teheran.
Nel frattempo, i leader europei provano a correre ai ripari:
- Keir Starmer
- Emmanuel Macron
stanno lavorando a una coalizione internazionale per spingere verso la ripresa dei negoziati e la riapertura dello stretto.
Alta tensione anche su Israele-Libano
Occhi puntati anche sul secondo fronte: quello tra Israele e Libano.
Oggi sono previsti negoziati a Washington sotto la supervisione degli Stati Uniti. Ma il clima è già teso.
Hezbollah ha invitato Beirut a boicottare i colloqui, a cui dovrebbe partecipare anche il segretario di Stato Marco Rubio.
Ore 8:30 – La Cina si muove
Da Pechino arriva una proposta diplomatica.
Il presidente Xi Jinping ha presentato un piano in quattro punti durante l’incontro con lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi.
Obiettivo: costruire una nuova architettura di sicurezza “globale, cooperativa e sostenibile” per il Medio Oriente.
Ore 7:00 – Islamabad si offre per nuovi negoziati
Secondo Associated Press, il Pakistan è pronto a ospitare un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran.
L’ipotesi è di organizzare un incontro a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine della tregua fissata per il 21 aprile.
Ore 6:00 – Petroliera sfida il blocco
Nonostante il blocco dello stretto, una nave è riuscita a passare.
Secondo MarineTraffic, la petroliera cinese Rich Starry ha attraversato lo Stretto di Hormuz.
La nave, battente bandiera del Malawi, è collegata a società di shipping di Shanghai ed è sotto sanzioni USA dal 2023 per presunti legami con l’Iran.
