Carburanti, prezzi ancora su: benzina sfiora 1,80 euro, diesel oltre 2,18. Scatta l’allarme speculazione

La tregua tra Stati Uniti e Iran non basta a fermare la corsa dei carburanti. Benzina e gasolio continuano a salire, mandando su tutte le furie i consumatori e costringendo il governo a convocare d’urgenza le compagnie petrolifere.


Benzina e diesel: nuovi rincari alla pompa

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i listini continuano a salire:

  • Benzina self: 1,792 €/l (in aumento da 1,789)
  • Gasolio self: 2,184 €/l (da 2,178)

Sulle autostrade la situazione è ancora più pesante:

  • Benzina: 1,829 €/l
  • Diesel: 2,203 €/l

E in alcune aree si va oltre: in Calabria il diesel ha già sfondato quota 2,2 euro al litro.


Consumatori furiosi: “Speculazione sulla pelle degli italiani”

Durissimo l’attacco dell’Unione Nazionale Consumatori:

“Prezzi in salita nonostante il calo del petrolio: è l’ennesima prova di speculazione”.

Parole che trovano eco anche nel presidente Massimiliano Dona, che punta il dito contro i ritardi nei ribassi:

“Il petrolio è crollato fino al 18%, ma i prezzi alla pompa non si muovono”.

A New York il WTI è precipitato a 94,41 dollari (-16,4%), ma per gli automobilisti italiani il risparmio resta un miraggio.


Governo convoca le compagnie

Linea dura dell’esecutivo. Al tavolo del Mimit sono state chiamate le big del settore:

  • Eni
  • Q8
  • IP
  • Tamoil
  • API

Obiettivo: adeguare i prezzi al calo del greggio dopo la sospensione delle operazioni militari in Iran.


Boom di irregolarità: 73% dei controlli fuori norma

Il nodo carburanti si trascina dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e i controlli confermano le anomalie:

  • 73% di violazioni rilevate dalla Guardia di Finanza
  • Quasi 250 istruttorie aperte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Numeri che alimentano i sospetti di rincari non giustificati.


Il paradosso: petrolio giù, prezzi su

Il punto è tutto qui: mentre il greggio crolla, i distributori non tagliano i prezzi.

Un ritardo — o secondo molti una strategia — che pesa direttamente sulle tasche degli italiani, già colpite da mesi di rincari energetici.


Scenario: rischio nuovi aumenti

La tregua resta fragile e i mercati restano nervosi. Se le tensioni nel Golfo dovessero riaccendersi, il conto potrebbe diventare ancora più salato.

Per ora, però, la domanda resta una sola:
perché i prezzi non scendono quando il petrolio cala?