Una tregua fragile, un equilibrio tutto da verificare e un fronte internazionale che si muove per evitare nuove escalation.
Dalle 23 di ieri è entrato in vigore un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“È stato un onore risolvere nove guerre nel mondo, questa sarà la decima”, ha scritto Trump, invitando anche Hezbollah a “comportarsi bene” durante la tregua.
Libano, strade intasate: i civili tornano a casa
L’effetto della tregua è stato immediato.
Nel sud del Libano, migliaia di persone stanno tornando nei propri villaggi. Traffico in tilt lungo l’asse Sidone-Tiro, mentre famiglie intere cercano di rientrare dopo settimane di combattimenti.
Molti non sanno cosa troveranno. Ma la priorità, raccontano, è tornare. Anche a rischio della propria sicurezza.
Trump esulta, ma il quadro resta incerto
Il presidente americano ha parlato di “giornata storica per il Libano” e di sviluppi positivi.
Ma sul terreno la situazione resta estremamente delicata. La tenuta della tregua dipenderà soprattutto dalle decisioni di Hezbollah e dalle eventuali violazioni.
Parallelamente, Trump continua a spingere sul fronte iraniano, sostenendo che un accordo con Iran potrebbe arrivare entro fine mese, con Teheran pronta – secondo il Wall Street Journal – a consegnare uranio arricchito.
Parigi, summit dei “volenterosi” su Hormuz
Mentre la tregua prende forma, la diplomazia internazionale accelera.
A Parigi è in programma oggi un vertice con 30 Paesi, guidato da Emmanuel Macron e Keir Starmer.
Obiettivo: garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e la libera circolazione delle merci dopo il conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele.
Presente anche Giorgia Meloni, mentre i tre principali attori del conflitto non partecipano ai colloqui.
Scontro con l’Italia su Sigonella
Nel frattempo, si apre un nuovo fronte politico tra Washington e Roma.
Trump ha attaccato l’Italia su Truth Social, criticando il rifiuto di concedere l’uso della base di Sigonella per operazioni legate alla guerra in Iran.
“L’Italia non c’era per noi, noi non ci saremo per loro”, ha scritto.
