Gattuso chiama, l’Italia risponde: “Niente alibi, giovedì è già dentro o fuori”

Il passato non conta più. I quattro Mondiali in bacheca e le figuracce con le mancate qualificazioni a Russia e Qatar sono storia archiviata. Adesso è solo questione di presente. E il presente si chiama Irlanda del Nord.

Il ct Gennaro Gattuso non usa giri di parole: “Pensiamo solo alla partita di giovedì”. Un mantra ripetuto più volte alla vigilia di un match che vale già una stagione.

La conferenza stampa si apre con un momento toccante per Michele Haimovici, scomparso a 54 anni e grande tifoso azzurro. Poi si torna subito al campo, dove non c’è spazio per scuse: “Nessun alibi. Gli infortuni capitano a tutti, dopo trenta giornate è normale. Abbiamo fatto tutto il possibile, ora conta solo vincere”.


Chiesa out, cambia tutto: chiamato Cambiaghi

Doccia fredda in mattinata: Federico Chiesa alza bandiera bianca. L’attaccante del Liverpool FC lascia il ritiro dopo alcuni problemi fisici.

Gattuso non perde tempo e convoca Nicolò Cambiaghi: “Abbiamo deciso insieme, era inutile rischiare”.


Emergenza infortuni, ma il gruppo c’è

La lista degli acciaccati è lunga: Gianluca Scamacca, Alessandro Bastoni, Sandro Tonali, Gianluca Mancini.

Eppure nessuno si tira indietro. Tutti presenti a Coverciano, segnale chiaro per il ct: “Vedo un attaccamento enorme. Scamacca ha un problema all’adduttore, Bastoni lo valutiamo, Tonali oggi farà lavoro leggero. Mancini è solo affaticato. Anche Riccardo Calafiori ha un piccolo fastidio, ma contiamo di recuperarlo”.


Gattuso stakanovista: 380 partite viste dal vivo

Altro che improvvisazione. In sette mesi Gattuso e il suo staff hanno macinato chilometri e stadi: 380 partite seguite dal vivo tra Serie A, coppe europee e campionati esteri.

Niente stage? Nessun problema. Il ct ha girato l’Italia (e anche Londra) per incontrare i suoi giocatori di persona, tra cene e confronti diretti. Un lavoro certosino per arrivare pronti al momento decisivo.


Bergamo sold out: “Volevo un catino”

Si gioca a Gewiss Stadium, e sarà bolgia. Biglietti esauriti in poco più di un’ora: 23mila tifosi pronti a spingere gli Azzurri.

Scelta precisa del ct: “L’ho voluto io. Ringrazio Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon. In uno stadio grande rischi i fischi dopo dieci minuti. Qui voglio calore, un vero catino”.


Irlanda del Nord, guai a sottovalutarla

Classifica alla mano, avversario modesto (69° nel ranking FIFA). Ma guai a fidarsi. La squadra guidata da Michael O’Neill è fisica, aggressiva e pericolosa sui piazzati.

“Corrono tantissimo, verticalizzano e sulle palle inattive fanno paura. Dobbiamo essere lucidi e ‘annusare il pericolo’. È quello che a volte ci è mancato”.