Assoutenti e Anffas, l’Associazione nazionale delle famiglie e delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, bocciano l’iniziativa di Mattel sulla commercializzazione della cosiddetta Barbie autistica, giudicandola inefficace sul piano dell’inclusione e potenzialmente dannosa.
“Pur riconoscendo l’importanza del tema dell’inclusione e della sensibilizzazione verso le persone con disabilità e nello spettro autistico – spiega Assoutenti – riteniamo che questo prodotto non raggiunga l’obiettivo dichiarato della facilitazione e dell’inclusione, ma rischi al contrario di creare ulteriore divario nel rapporto con le persone con disabilità”.
Secondo l’associazione dei consumatori, la rappresentazione proposta da Mattel, attraverso accessori e caratterizzazioni considerate stereotipate, non favorirebbe una reale comprensione della complessità dello spettro autistico. “Ridurre una condizione complessa e delicata a un simbolo commerciale – prosegue Assoutenti – può avere effetti negativi sul piano educativo, sociale e relazionale”.
Per queste ragioni, l’associazione chiede a Mattel il ritiro del prodotto dal mercato, annunciando che, in caso contrario, potrebbe avviare un boicottaggio nazionale invitando i consumatori a non acquistare la bambola.
“Inclusione reale, non marketing”
Assoutenti ha inoltre annunciato l’avvio di un confronto con le principali associazioni rappresentative delle persone con disabilità, a partire da Anffas, per assumere una posizione comune “responsabile e condivisa” a tutela delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie. È previsto anche un appello alle autorità competenti affinché si apra una riflessione istituzionale sul confine tra inclusione reale e iniziative a carattere prevalentemente commerciale che utilizzano temi socialmente sensibili.
“Una vera iniziativa inclusiva avrebbe dovuto seguire una strada completamente diversa”, afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. “Non una bambola costruita su stereotipi riferiti allo spettro autistico, ma progetti concreti di inclusione lavorativa, il coinvolgimento di persone con disabilità nei processi produttivi o un sostegno reale alle famiglie e ai servizi dedicati. L’inclusione non è un giocattolo e la disabilità non è una strategia di marketing”.
La posizione di Anffas
Sulla stessa linea Anffas, che definisce l’operazione “assolutamente inopportuna, sia nella forma che nella sostanza”.
“Come associazione rappresentativa delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie – dichiara il presidente Roberto Speziale – esprimiamo profondo rammarico per la superficialità con cui non sono state valutate le implicazioni di una simile iniziativa. La promozione della conoscenza dei disturbi dello spettro autistico può e deve avvenire attraverso iniziative realmente inclusive, non attraverso prodotti che rischiano di semplificare e banalizzare una realtà complessa”.
