Sette fondatori, sette partecipazioni quasi identiche e una ricchezza potenziale complessiva che potrebbe raggiungere i 200 miliardi di dollari. È il quadro che emerge dai documenti relativi alla possibile quotazione di Anthropic, la società di intelligenza artificiale che sviluppa Claude e si prepara al debutto in Borsa.
Secondo un’analisi di Fortune, ciascuno dei sette cofondatori — compresi l’amministratore delegato Dario Amodei e la presidente Daniela Amodei — detiene tra 231 e 244 milioni di azioni. In base alle valutazioni circolate in vista dell’Ipo, comprese tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari, le partecipazioni potrebbero valere tra 21 e 30 miliardi di dollari a testa.
Si tratta, per ora, di stime sulla carta: Anthropic non ha ancora fissato il prezzo delle azioni e i dettagli potrebbero cambiare. Ma la struttura delle partecipazioni rivela un modello poco comune nel mondo delle grandi società tecnologiche: una distribuzione della ricchezza tra i fondatori che non sembra privilegiare né il ceo né la presidente.
Sette fondatori, nessuna piramide retributiva
Le partecipazioni comprendono, per ciascun cofondatore, 2.185.400 stock option esercitabili subito e 639.500 restricted stock unit (Rsu), che matureranno dopo la quotazione. Nel complesso, ogni fondatore avrebbe una quota pari a circa l’1,4-1,5% della società.
La particolarità non riguarda soltanto il capitale. I sette avrebbero anche lo stesso peso all’interno dell’entità destinata a controllare il voto degli azionisti, mentre un trust separato è stato istituito per eleggere la maggioranza del consiglio di amministrazione.
Un assetto che si discosta dalla tradizionale gerarchia retributiva delle società quotate, dove il fondatore o l’amministratore delegato tende ad accumulare premi azionari molto superiori a quelli degli altri dirigenti.
Robin Ferracone, fondatrice della società di consulenza Farient Advisors, definisce insolito l’approccio egualitario di Anthropic, anche perché sette fondatori costituiscono un gruppo relativamente ampio. «È insolito dare a tutti i fondatori la stessa cosa», ha osservato, spiegando che normalmente le differenze retributive emergono nel tempo, con la maturazione dei premi e l’evoluzione dei ruoli.
Anthropic, nel documento di registrazione, descrive invece il gruppo come «particolarmente adatto a fare da custode» della missione aziendale. La società riconosce comunque a Dario e Daniela Amodei un ruolo centrale nella definizione della strategia e li considera difficili da sostituire.
Dario e Daniela Amodei guadagnano la stessa cifra
La parità si riflette anche nei compensi dei due fratelli. Nel 2025 entrambi hanno ricevuto uno stipendio di 654.167 dollari, oltre a premi azionari e opzioni valutati complessivamente circa 13 milioni di dollari. A luglio il loro stipendio annuale è stato portato a 1,4 milioni di dollari ciascuno.
Nel corso del 2026, secondo i documenti citati da Fortune, Anthropic ha assegnato a entrambi circa 1,4 milioni di stock option e 2,4 milioni di Rsu a febbraio, seguite da altre 537.000 Rsu a luglio. A una valutazione aziendale di 2.000 miliardi di dollari, questi premi potrebbero valere circa 505 milioni di dollari per ciascuno.
Le Rsu cominceranno a essere assegnate dopo la quotazione, con erogazioni trimestrali nei successivi anni, a condizione che i due restino in azienda.
Il documento di registrazione esplicita la filosofia della società: «Teniamo conto della parità interna nel determinare la retribuzione dei dirigenti». E aggiunge: «Ogni cofondatore riceve la stessa retribuzione».
Le tabelle ufficiali riportano soltanto i compensi degli Amodei, gli unici due cofondatori classificati come dirigenti con responsabilità strategiche. Gli altri cinque — Tom Brown, Jared Kaplan, Sam McCandlish, Jack Clark e Chris Olah — ricoprono ruoli di vertice, tra cui quelli di chief compute officer e chief science officer.
Tuttavia, i numeri delle opzioni e delle Rsu assegnate ai sette risultano quasi identici, un elemento che suggerisce una politica di premi sostanzialmente uniforme.
Il confronto con Musk e SpaceX
Il modello di Anthropic è molto diverso da quello adottato da SpaceX in vista della sua quotazione, avvenuta nel giugno 2026 secondo i dati riportati nel testo di riferimento.
Nei mesi precedenti al debutto, Elon Musk avrebbe ricevuto complessivamente 1,3 miliardi di azioni vincolate attraverso due premi legati a obiettivi di valore di mercato. Tra i traguardi indicati figurano la creazione di una colonia umana su Marte e lo sviluppo di data center nello spazio.
Se gli obiettivi saranno raggiunti, i premi potrebbero valere tra 650 e 700 miliardi di dollari. Nessun altro dirigente di SpaceX avrebbe accesso a una cifra paragonabile.
In Anthropic, al contrario, la ricchezza azionaria viene distribuita tra i sette fondatori secondo un criterio di sostanziale parità. E c’è un’ulteriore differenza: ciascuno si è impegnato a donare in beneficenza l’80% delle proprie azioni.
Se gli impegni venissero rispettati, le donazioni complessive potrebbero raggiungere un valore compreso tra 80 e 165 miliardi di dollari, a seconda della valutazione finale della società. Gli impegni, tuttavia, non sarebbero giuridicamente vincolanti.
La struttura delle partecipazioni è stata inoltre concepita per consentire ai fondatori di mantenere il controllo di Anthropic anche in caso di donazione della maggior parte della loro ricchezza azionaria.
Ipo, ma le azioni non saranno subito in vendita
Essere azionisti di una società quotata non significa poter liquidare immediatamente la propria partecipazione. Tutti e sette i fondatori risultano indicati come azionisti venditori nell’Ipo, ma saranno soggetti a periodi di lockup.
In base ai termini descritti, potranno iniziare a vendere una parte delle azioni dopo circa sei mesi dall’offerta e la restante quota dopo circa un anno.
Una prima operazione di liquidità è già avvenuta: ad aprile, Dario e Daniela Amodei hanno venduto azioni attraverso una tender offer al prezzo di 25,91 dollari per azione, secondo il documento S-1.
Il nodo dei conflitti d’interesse
Un altro aspetto riguarda chi dovrà supervisionare la retribuzione dei dirigenti dopo la quotazione. Il comitato di Anthropic sarà composto da due membri del consiglio che sono anche investitori nella società.
A presiederlo sarà Vas Narasimhan, amministratore delegato di Novartis, che a maggio avrebbe acquistato azioni Anthropic per circa 10 milioni di dollari attraverso una società di cui è proprietario insieme alla moglie, poche settimane dopo essere entrato nel consiglio.
L’altra componente è Yasmin Razavi, general partner di Spark Capital. I fondi della società di investimento hanno finanziato Anthropic con 777 milioni di dollari dal 2023.
La possibile quotazione porterà dunque sotto i riflettori non soltanto il valore delle partecipazioni dei sette fondatori, ma anche le regole di governance, i meccanismi di controllo e la gestione dei potenziali conflitti d’interesse. In una società che potrebbe valere fino a 2.000 miliardi di dollari, la parità tra i fondatori è una scelta di governance destinata a essere osservata da vicino quanto i numeri dell’Ipo.
