Unicredit-Commerzbank, la fusione prende forma: gruppo da 21 miliardi di utile al 2030. Si valuta la fusione inversa con HVB

Ottenuto il via libera della BCE, Unicredit avanza sul piano ‘Unlocked’. Berlino si ammorbidisce, l’ok UE atteso a metà novembre. In pole per la guida di Commerz l’ex AD di HVB Michael Diederich. L’assemblea straordinaria entro febbraio 2027.

Unicredit avanza. Ottenuto il via libera della BCE al controllo di Commerzbank, il gruppo guidato da Andrea Orcel sta definendo la nuova architettura dell’istituto tedesco seguendo lo schema del piano ‘Unlocked’ — quella che si configura come la più grande fusione bancaria degli ultimi vent’anni in Europa.

I numeri: 21 miliardi di utile al 2030, ricavi a 45 miliardi
Le stime del piano disegnano un gruppo di primissimo piano: 21 miliardi di euro di utile al 2030, ricavi per circa 45 miliardi e costi inferiori a 14,5 miliardi. Per la sola Commerzbank l’indicazione è di un utile di 5,1 miliardi nel 2028, destinato a salire a 6 miliardi entro il 2030. Le sinergie ante imposte crescerebbero da 1,2 miliardi a 2 miliardi di euro con la fusione piena.

L’ipotesi della fusione inversa: Commerz acquisisce HVB
Tra le opzioni di integrazione, sta prendendo quota la cosiddetta fusione inversa: Commerzbank che acquisisce HVB (Hypovereinsbank, la controllata tedesca di Unicredit). Una soluzione che costerebbe solo 20-40 punti base di CET1 — relativamente poco in termini di capitale — e che rende Francoforte centrale, accontentando le richieste della parte tedesca. Con la fusione, Unicredit deterrebbe circa il 70-75% del capitale, mentre gli altri azionisti — tra cui Berlino con circa l’8% — avrebbero il restante 25-30%. Commerz e HVB, geograficamente complementari e con sovrapposizioni minime, arriverebbero insieme a una quota di mercato dell’8,5% in Germania.

Berlino si ammorbidisce
Il clima con il governo tedesco si è fatto più disteso. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (SPD) ha dichiarato di non aver percepito “fronti irrigiditi” e di ritenere che le questioni aperte — sede a Francoforte, tutela dei dipendenti, finanziamento alle PMI tedesche — “possano essere affrontate in modo positivo attraverso la collaborazione.”

Il calendario: ok UE a novembre, assemblea entro febbraio 2027
Una volta arrivato il via libera dell’Unione Europea — atteso per la metà di novembre — e poi il disco verde dell’Authority polacca entro fine anno, Unicredit potrà ridisegnare la governance di Commerzbank. L’assemblea straordinaria è prevista tra inizio e al più tardi febbraio 2027, quando saranno rinnovati consiglio di sorveglianza e CDA. Per la guida di Commerzbank circola già un nome di peso: Michael Diederich, ex AD di HVB e attuale manager in Deutsche Bank — tedesco, già familiare con la banca, profilo ben allineato ai desiderata di Unicredit.

Le reazioni istituzionali
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a Bangkok per le riunioni di FMI, G7 e G20, ha commentato l’operazione come frutto “di logiche di mercato”, aggiungendo che “ci sarà molto lavoro da fare.” Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha sottolineato che “le fusioni bancarie tra intermediari di diversi paesi sono un ulteriore progresso verso il completamento dell’unione bancaria” e che le concentrazioni valutate positivamente dalla vigilanza “sono certamente un passo nella direzione giusta.”