Il comitato svedese riconosce i due americani per aver sviluppato nuovi modelli macroeconomici che migliorano l’efficacia delle politiche fiscali e monetarie. Le loro ricerche permettono di attenuare picchi e flessioni del ciclo economico.
Il Premio Nobel per le Scienze Economiche 2026 va a due studiosi americani: Robert E. Hall e Michael Woodford. Il tema di quest’anno è la stabilizzazione: secondo il comitato della Reale Accademia Svedese delle Scienze, i due vincitori hanno sviluppato nuovi modelli macroeconomici che migliorano significativamente la capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria tempestive possono ridurre l’intensità dei picchi e delle flessioni del ciclo economico — una ricerca che, in un anno segnato dall’instabilità globale innescata dalla guerra in Medio Oriente, acquisisce un peso ancora più concreto.
Il premio e la sua storia
Il riconoscimento per le scienze economiche non fa parte dei premi istituiti da Alfred Nobel nel suo testamento originario. Fu la Sveriges Riksbank, la banca centrale svedese, a crearlo nel 1968 in memoria di Nobel, in occasione del 300° anniversario della fondazione dell’istituto. L’importo è identico a quello degli altri Nobel ed è erogato dalla Riksbank stessa. Il primo premio fu assegnato nel 1969 a Ragnar Frisch e Jan Tinbergen. Fino all’edizione 2025, i premiati in scienze economiche erano stati 99, tra cui 3 donne. Il vincitore più giovane aveva 46 anni, il più anziano 90.
