Mps-Intesa, il fronte dell’Opas sale al 32%: anche Benetton e Caltagirone dicono sì

Delfin, Edizione e Fgc concentrano il 32% del capitale di Mps a favore dell’offerta di Intesa Sanpaolo. Intanto Unipol dà il via libera all’aumento di capitale da 2,5 miliardi e Lovaglio prepara la contromossa.

La querelle Monte dei Paschi di Siena-Intesa Sanpaolo si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l’appoggio all’Opas dell’istituto finanziario guidato da Carlo Messina arrivato da Delfin, holding finanziaria della famiglia Del Vecchio e primo azionista di Mps con il 17,6%, arrivano altri due sì di grande peso: quelli di Alessandro Benetton e del Gruppo Caltagirone.

Tutto ciò arriva dopo il rilancio di Intesa che nei giorni scorsi ha aumentato di 25 centesimi per azione la componente cash dell’offerta, portandola da 1 euro a 1,25 euro per ogni titolo Mps, mentre resta invariata la componente azionaria. Il valore complessivo dell’operazione sale così a circa 31,4 miliardi di euro.

Benetton: «Nostra intenzione partecipare all’offerta»

Alessandro Benetton, presidente di Edizione, ha annunciato l’adesione del suo Gruppo, che detiene l’1,45% di Mps, rispondendo a una domanda dell’Ansa.

Benetton ha definito Intesa Sanpaolo «una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee» e ha spiegato che l’Opas promossa su Mps «può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti».

«Per questo è nostra intenzione partecipare all’offerta, conferendo l’1,45% di Mps detenuto da Edizione, che diventerà così azionista stabile di Intesa», ha aggiunto.

Caltagirone vota contro il piano Mps

Anche Fgc, la holding di Francesco Caltagirone e secondo socio di Mps con il 13,5%, ha preso posizione.

La società ha convocato il Consiglio di amministrazione per esaminare e deliberare in merito all’Assemblea di Mps prevista per il prossimo 29 ottobre, nella quale verranno discusse le Ops su Banco Bpm e Banca Generali e l’operazione di riduzione del capitale finalizzata al pagamento del dividendo straordinario, in parte con azioni Generali.

«In relazione alla parte straordinaria – si legge in una nota –, il Consiglio ha recepito integralmente le valutazioni del Comitato degli Amministratori Indipendenti coadiuvato dal parere del Prof. Giovanni Fiori ed ha deliberato all’unanimità di dare voto contrario a tutti e 5 i punti dell’ordine del giorno».

Il fronte pro-Intesa arriva al 32%

Sommando il peso delle quote di Delfin, Fgc ed Edizione, arriva al 32% il fronte che sposa l’Opas di Intesa Sanpaolo e che è, di conseguenza, contrario ad attuare il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

La partita, dunque, si fa sempre più delicata per Mps, con il capitale della banca che si divide tra il progetto di Intesa e la strategia elaborata dall’attuale management.

Unipol pronta a finanziare l’operazione

Intanto si muove anche Unipol, partner di Intesa Sanpaolo per l’Opas. Il gruppo ha dato il via libera all’aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro per rilevare – nell’ambito degli accordi sottoscritti con Intesa – 635 filiali di Mps, che dovrebbero essere destinate alla controllata Bper.

Lovaglio cerca la contromossa

La partita è tutt’altro che conclusa. Luigi Lovaglio, alla luce della nuova situazione, potrebbe rinviare il confronto con i suoi consiglieri a quello già fissato per giovedì 15 ottobre.

Nel frattempo, l’amministratore delegato lavorerà per assicurarsi il consenso dei grandi fondi storicamente alleati ai suoi piani, che valgono circa il 40% del capitale di Mps.

Secondo rumors riportati dal Corriere della Sera, tra gli scenari al vaglio per il futuro della partecipazione di Mps in Generali ci sarebbe anche quello di una distribuzione integrale della quota agli azionisti, per un controvalore che si aggira intorno ai 9 miliardi di euro.

Una decisione di questo tipo potrebbe avere conseguenze anche sul calendario societario della banca. L’assemblea di Siena, infatti, potrebbe essere posticipata nel caso in cui fosse necessario intervenire sull’ordine del giorno: un’eventuale modifica richiederebbe una nuova convocazione e potrebbe quindi allungare i tempi, proprio mentre Mps porta avanti le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.

Borsa in rosso per tutti i protagonisti

La raffica di annunci sta avendo effetti anche sui mercati. I titoli di tutti gli attori coinvolti hanno iniziato la seduta a Milano in rosso.

Intesa Sanpaolo perde quasi il 2,5%, Mps il 2,7%, Generali quasi il 2%, mentre Unipol cede lo 0,5%.

La sfida per il controllo del futuro di Mps entra così in una fase decisiva: da una parte il fronte dell’Opas, che con Delfin, Caltagirone ed Edizione raggiunge il 32%; dall’altra Lovaglio, chiamato ora a consolidare il sostegno degli investitori che hanno finora sostenuto la sua strategia.