World model, la nuova frontiera dell’AI: Nvidia investe e la sfida si sposta nel mondo fisico

Dai video alla robotica, i world model stanno attirando capitali e attenzione nell’industria tecnologica. Reactor raccoglie complessivamente 74 milioni di dollari e punta a rendere più veloce ed economica l’esecuzione di questi modelli, mentre Nvidia investe nella startup attraverso il proprio braccio di venture capital.

L’AI vuole uscire dagli schermi

Dopo aver rivoluzionato il software e la produzione di contenuti digitali, l’intelligenza artificiale si prepara a confrontarsi con una sfida ancora più ambiziosa: capire e simulare il mondo fisico.

È qui che entrano in gioco i world model, modelli generalmente addestrati su grandi quantità di dati video e progettati per rappresentare ambienti, oggetti e dinamiche del mondo reale. L’obiettivo è permettere all’AI di prevedere come un ambiente potrebbe reagire alle azioni compiute al suo interno.

Le aspettative sono particolarmente alte per automobili, robot e altri sistemi fisici.

Una nuova corsa agli investimenti

L’interesse dell’industria tecnologica è in forte crescita. Nell’ultima settimana AMD ha annunciato l’intenzione di acquisire World Labs per 8,2 miliardi di dollari in azioni, mentre la startup di video AI Runway ha presentato la prima versione open-weight del proprio world model.

Come già accaduto con l’AI generativa e i grandi modelli linguistici, la diffusione dei world model sta inoltre creando un nuovo mercato di aziende specializzate nelle infrastrutture necessarie per addestrare, eseguire e rendere accessibili questi sistemi.

Tra queste c’è Reactor, startup con sede a San Francisco uscita dalla modalità stealth lo scorso maggio.

Reactor: «Come si esegue un world model?»

Lunedì Reactor ha annunciato l’ingresso nel capitale di NVentures, il braccio di venture capital di Nvidia, e di Sapphire Ventures. L’operazione si aggiunge alla Serie A annunciata a maggio e porta a 74 milioni di dollari la raccolta complessiva della società.

Reactor sviluppa software progettato per rendere l’esecuzione dei world model più veloce ed economica e offre anche un servizio cloud per gestire la capacità di calcolo necessaria.

«Una volta che il modello esiste, come si fa concretamente a eseguirlo?», ha spiegato a Fortune il cofondatore e CEO Alberto Taiuti.

Taiuti e il cofondatore Bryce Schmidtchen avevano entrambi lavorato al Vision Pro di Apple. Taiuti è inoltre cofondatore di Luma AI, startup specializzata in generatori video basati sull’intelligenza artificiale, dove ha ricoperto il ruolo di chief technology officer.

La scommessa sulla robotica

Reactor sostiene di avere già progetti attivi con studi cinematografici di Hollywood, piattaforme pubblicitarie e servizi di streaming.

Ma la società vede nella robotica uno dei principali mercati futuri.

La simulazione tradizionale necessaria per testare un robot può essere lunga e costosa: gli sviluppatori devono costruire oggetti tridimensionali, ambienti e scenari nei quali far muovere le macchine.

I world model potrebbero cambiare questo processo, permettendo di generare ambienti complessi a partire da semplici prompt.

Secondo Reactor, i suoi sistemi possono inoltre eseguire world model capaci di reagire alle azioni dei robot. Gli sviluppatori possono così testare i propri software all’interno di ambienti virtuali dinamici, prima di trasferirli nel mondo reale.

Il cloud per alimentare i robot

L’esecuzione nel cloud offre un ulteriore vantaggio: gli sviluppatori possono accedere a una maggiore capacità di calcolo senza dover installare lo stesso hardware su ogni singolo robot.

E non è tutto. Spostare parte dell’elaborazione nel cloud permette anche di aggiornare i computer che eseguono i modelli senza dover sostituire l’hardware di un’intera flotta.

Secondo Taiuti, la tecnologia sviluppata da Reactor per i media interattivi può essere adattata alla robotica perché «modelli simili e carichi di lavoro simili possono essere eseguiti sullo stesso motore di base».

La nuova raccolta servirà a Reactor per assicurarsi una maggiore capacità di calcolo, ampliare il team e acquistare hardware robotico con cui testare i propri sistemi.

La strategia di Nvidia

L’investimento di Nvidia si inserisce in una strategia più ampia sui world model e sulla robotica.

Il gruppo ha sviluppato Cosmos, la propria piattaforma di world model, insieme agli strumenti Isaac per la simulazione robotica e ai computer Jetson, progettati per eseguire l’intelligenza artificiale direttamente sui robot.

La partecipazione in Reactor permette quindi a Nvidia di posizionarsi anche sul versante delle infrastrutture necessarie per eseguire modelli interattivi.

La prossima sfida dell’AI potrebbe quindi non essere soltanto generare testo, immagini o video, ma simulare il mondo, prevederne le dinamiche e permettere alle macchine di imparare a muoversi al suo interno.