Oltre 20 nuovi prodotti presentati a San Francisco. I nuovi agenti desktop possono lavorare in autonomia, imparare le preferenze degli utenti e collaborare tra loro. Debutta anche ChatGPT Space, mentre OpenAI rilancia la sfida a Google, Meta e Anthropic con nuovi modelli e servizi per aziende e sviluppatori.
Una raffica di nuovi prodotti per cambiare il modo in cui gli utenti lavorano con l’intelligenza artificiale. È questa la scommessa di OpenAI, che durante il suo evento annuale DevDay, a San Francisco, ha presentato oltre 20 novità.
Tra gli annunci principali ci sono Dots, nuovi agenti desktop sempre disponibili che puntano a competere con l’agente Muse di Meta e con l’assistente Instinct. Ma OpenAI ha messo sul tavolo anche ChatGPT Space, un nuovo piano da 500 dollari al mese, GPT-6.1 Sol, un marketplace per i clienti Enterprise e nuovi strumenti per la sicurezza.
Dots, gli agenti che lavorano al posto dell’utente
I Dots sono assistenti a cui gli utenti possono assegnare attività attraverso chat, Slack o Microsoft Teams.
La promessa è quella di andare oltre il semplice chatbot: i Dots possono gestire attività articolate in più passaggi, come monitorare un progetto, preparare un appuntamento o occuparsi delle attività ancora presenti in una lista.
L’agente lavora in modo proattivo utilizzando le applicazioni alle quali l’utente ha concesso l’accesso e interviene direttamente solo quando è necessaria una revisione o un’attenzione umana.
L’obiettivo è trasformare l’agente AI in una sorta di assistente digitale permanente, capace di portare avanti il lavoro anche quando l’utente non sta interagendo direttamente con lui.
Impara le preferenze e ricorda le conversazioni
I Dots possono essere personalizzati: gli utenti possono scegliere il loro nome e persino il loro aspetto. OpenAI ha mostrato versioni verdi simili a rane, oltre a Dots gialli, rosa e blu dalle forme giocose.
Ma la caratteristica più importante è un’altra: i Dots imparano nel tempo le preferenze dell’utente e ricordano conversazioni e decisioni precedenti.
Un livello di personalizzazione che solleva inevitabilmente anche il tema della gestione dei dati. Secondo quanto riportato da ZDNet, il funzionamento potrebbe comportare la raccolta di grandi quantità di informazioni personali. I Dots, proprio per questo, non sono al momento disponibili in aree caratterizzate da normative sulla privacy più stringenti, tra cui Spazio economico europeo, Svizzera e Regno Unito.
Prima di cancellare o modificare, il Dot deve chiedere
L’autonomia degli agenti porta con sé anche il problema del controllo.
OpenAI ha progettato i Dots affinché chiedano il permesso prima di compiere azioni sensibili, come modificare una password, cancellare definitivamente dati o installare software.
Gli utenti possono inoltre stabilire regole personalizzate, indicando ciò che un Dot può o non può fare e in quali circostanze deve chiedere un’autorizzazione.
Una precauzione particolarmente rilevante alla luce dei comportamenti imprevisti registrati in passato durante l’addestramento di alcuni agenti di OpenAI.
Per ora, gli utenti Pro e Business Premium ricevono un Dot incluso nel proprio piano. In futuro OpenAI prevede di permettere l’acquisto di ulteriori agenti, mentre il progetto più ambizioso è quello di creare team di Dots capaci di collaborare tra loro.
ChatGPT Space sfida Google Workspace
Un altro tassello della strategia è ChatGPT Space, uno spazio condiviso nel quale utenti e agenti possono lavorare insieme senza dover esportare continuamente i contenuti.
La piattaforma permette di creare documenti, fogli di calcolo e presentazioni, oltre a caricare e condividere file con altre persone.
OpenAI immagina un ambiente nel quale persone e agenti possono modificare contemporaneamente una presentazione, lasciare commenti e assegnarsi attività.
La direzione è evidente: costruire uno spazio di lavoro che possa, almeno potenzialmente, entrare in concorrenza con strumenti come Google Docs e Google Workspace.
Il nuovo piano da 500 dollari
Tra gli annunci più rilevanti del DevDay c’è anche un nuovo abbonamento da 500 dollari al mese, pensato per gli utenti più intensivi.
Il piano offre i limiti di utilizzo più elevati e rende Codex otto volte più veloce. È disponibile anche in ChatGPT Work.
La nuova offerta modifica anche il posizionamento del piano Pro da 200 dollari al mese, che ora presenta una distanza meno marcata rispetto al piano Plus da 20 dollari, con limiti di utilizzo e messaggi inferiori rispetto al passato.
Per gli utenti Pro arriva però anche una novità importante: scompare il limite di utilizzo di cinque ore, come annunciato da Thibault Sottiaux, responsabile dei prodotti core e della piattaforma.
Secondo Sottiaux, inoltre, il miglioramento della qualità dei modelli dovrebbe permettere agli abbonati di ottenere di più utilizzando meno token.
GPT-6.1 Sol contro la guerra dei prezzi
Sul fronte dei modelli, OpenAI ha presentato GPT-6.1 Sol, una versione più economica destinata a sviluppatori e aziende attraverso le API.
L’obiettivo dichiarato è offrire un livello di intelligenza vicino a quello del modello di punta GPT-6 Astra, ma a un quinto del prezzo.
Il modello è pensato soprattutto per programmazione tramite agenti, utilizzo del computer e attività professionali.
Il prezzo è lo stesso di GPT-6 Sol: 2 dollari per milione di token in input e 10 dollari per milione di token in output.
1,2 miliardi di utenti ogni settimana
Durante il DevDay OpenAI ha anche fornito nuovi numeri sulla diffusione di ChatGPT.
Secondo la società, oltre 1,2 miliardi di persone utilizzano ChatGPT ogni settimana, mentre le aziende che utilizzano i suoi servizi sono 2,5 milioni.
La società punta ora a spingere ulteriormente sul mercato Enterprise. Tra le novità presentate c’è una versione più sicura di Zero Data Retention con Private Safety Processing, progettata per consentire una revisione automatizzata della sicurezza offline senza condividere i dati con OpenAI.
Un marketplace per le aziende
OpenAI ha presentato anche un marketplace dedicato ai clienti Enterprise, attraverso il quale le aziende possono destinare parte della spesa già impegnata per ChatGPT ad altri strumenti.
Il programma parte con 32 partner, tra cui Adobe, Figma, Sierra e Harvey, e viene gestito attraverso gli accordi Enterprise con OpenAI.
Dalla cybersecurity al dispositivo consumer
La raffica di annunci non è però destinata a fermarsi al DevDay.
Nelle prossime settimane OpenAI prevede di presentare GPT-6 Cyber, un modello dedicato alla cybersecurity e rivolto anche alle aziende.
La società si è inoltre impegnata a lanciare entro la fine del 2026 un proprio dispositivo destinato ai consumatori.
Dietro la quantità di annunci c’è stato un lavoro preparatorio particolarmente intenso. Secondo una fonte interna citata da Fortune, nelle due settimane precedenti al DevDay OpenAI avrebbe sospeso quasi tutti i principali lanci, fatta eccezione per GPT-6 Sol e Luna, proprio per concentrare le novità e presentarle insieme.
Il risultato è un DevDay costruito attorno a una stessa idea: non più soltanto modelli con cui conversare, ma agenti capaci di ricordare, decidere, collaborare e portare avanti il lavoro al posto dell’utente.
