Anthropic avverte gli investitori: «L’AI avanzata potrebbe portare all’estinzione dell’umanità»

Nel prospetto per l’Ipo, visionato da Reuters, la società parla di rischi “catastrofici o esistenziali” legati all’intelligenza artificiale. Tra gli scenari citati anche modelli capaci di resistere allo spegnimento, manipolare informazioni o mettere in atto comportamenti simili al ricatto. Intanto la startup punta a una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari.

L’intelligenza artificiale avanzata potrebbe comportare rischi «catastrofici o esistenziali» per l’umanità. È l’avvertimento contenuto nel prospetto informativo di Anthropic, visionato in esclusiva da Reuters in vista della possibile Offerta Pubblica Iniziale (Ipo) della società.

Il documento dedica ampio spazio ai rischi legati ai propri modelli di AI. Tra gli scenari indicati da Anthropic ci sono anche possibili “comportamenti di autopreservazione”, compresi tentativi di «resistere allo spegnimento», di «nascondere o manipolare informazioni» e comportamenti «simili al ricatto».

Un avvertimento senza precedenti

La presenza di rischi legati ai prodotti nei prospetti delle società che si preparano a sbarcare in Borsa non è insolita. L’elemento particolare, in questo caso, è la natura dello scenario delineato da Anthropic: la possibilità che la propria tecnologia possa arrivare a rappresentare una minaccia per l’esistenza stessa dell’umanità.

Nel documento viene richiamato anche il lavoro di Evan Hubinger, ricercatore di Anthropic specializzato nella sicurezza dell’intelligenza artificiale, che ha stimato una probabilità superiore al 10% che l’AI possa uccidere esseri umani entro il prossimo decennio. Una valutazione analoga era stata espressa anche dall’ex collega Jacob Coxon.

Quasi 80 pagine sui rischi dell’AI

La centralità del tema emerge anche dalla struttura del prospetto. Dei 261 fogli del corpo principale del documento, circa 80 pagine sono dedicate ai fattori di rischio, quasi il doppio delle 48 pagine riservate alla descrizione del business.

Anthropic precisa inoltre che, nonostante l’attenzione dedicata alla sicurezza dell’AI, «i risultati degli investimenti in questo ambito rimangono incerti».

Il messaggio rivolto agli investitori è quindi duplice: la sicurezza rappresenta una componente centrale della strategia della società, ma resta anche una delle principali aree di incertezza legate allo sviluppo dei modelli più avanzati.

Anthropic punta a oltre 2.000 miliardi di valutazione

Accanto agli scenari legati alla sicurezza, il prospetto offre una fotografia delle dimensioni raggiunte dalla startup AI.

Anthropic ha registrato nel 2025 una perdita netta di 42 miliardi di dollari e prevede di impegnare 518 miliardi di dollari nei prossimi anni per servizi cloud.

La società ha comunque registrato una crescita molto rapida: i ricavi sono aumentati di 12 volte nel 2025, arrivando a quasi 4,6 miliardi di dollari, mentre la perdita operativa ha superato gli 8 miliardi.

La dipendenza dai grandi clienti

Un altro elemento evidenziato nel prospetto riguarda la concentrazione dei ricavi. Quasi un quarto delle entrate dello scorso anno proveniva da due clienti, mentre molti dei principali clienti di Anthropic non sono vincolati da contratti di lungo periodo.

La società avverte quindi che questi clienti potrebbero ridurre o interrompere la propria spesa, introducendo un ulteriore elemento di rischio per il business.

Al 31 dicembre, Anthropic disponeva di 20,28 miliardi di dollari tra liquidità, equivalenti di liquidità e investimenti a breve termine.

La scommessa di Wall Street sull’AI

La possibile Ipo potrebbe portare la valutazione di Anthropic oltre i 2.000 miliardi di dollari, trasformando la startup, nata appena cinque anni fa, in uno dei principali banchi di prova per il mercato.

Il debutto rappresenterebbe infatti anche un test per capire come Wall Street valuta le società di intelligenza artificiale di frontiera, in un confronto diretto con aziende come la rivale OpenAI.

Da una parte, dunque, una crescita dei ricavi su scala eccezionale e una valutazione potenziale da migliaia di miliardi. Dall’altra, perdite ancora enormi e rischi tecnologici che la stessa società definisce potenzialmente catastrofici o esistenziali.